Entra in vigore la modifica alla Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari (CPPNM)

By | 10 maggio 2016

Domenica 8 maggio 2016 è entrato ufficialmente in vigore l’emendamento alla Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari (CPPNM).

La modifica obbliga gli Stati a proteggere impianti e materiali nucleari, rafforzandone così la relativa sicurezza e protezione, al fine di ridurre il rischio di attentati e attacchi terroristici con il nucleare. Viene criminalizzata ogni forma di sabotaggio, come ad esempio il furto o il contrabbando di materiale nucleare.

Durante la cerimonia di inaugurazione a Vienna del 6 marzo, il direttore generale dell’AIEA Yukiya Amano ha espresso la propria soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo, evidenziando come si tratti di un traguardo che ha richiesto quasi undici anni di lavoro e che condurrà ad un mondo più sicuro.

La Convenzione originale sulla protezione fisica dei materiali nucleari può essere ricondotta al lontano 1979, anno in cui fu adottata da 152 Stati. Pochi anni più tardi, nel 1987, entrò ufficialmente in vigore. La Convenzione prevedeva che gli Stati che disponessero e fossero responsabili di impianti e materiali nucleari, proteggessero i medesimi anche durante i trasporti internazionali. Già nel 2005, per espandere i regolamenti della convenzione relativi all’uso domestico, il trasporto e lo stoccaggio, preservando la funzione di coordinamento da parte dell’AIEA. Tale modifica è stata tuttavia vista da alcuni Stati come una limitazione dei propri diritti sovrani, in modo particolare per i paesi in via di sviluppo intenzionati a costruire le proprie industrie nucleari. Negli ultimi mesi, tuttavia, è stato raggiunto il punto di svolta dei 102 aderenti all’emendamento, grazie anche al vertice sulla sicurezza nucleare a Washington tenutosi a fine marzo.

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