Adipe e obesità: le persone magre non sono necessariamente più sane

adipe

L’obesità, come noto, è un alto fattore di rischio per la salute, così come l’adipe che si deposita sui nostri tessuti. Tuttavia, l’indice di massa corporea (BMI) spesso porta conclusioni errate circa la condizione fisica, criticano alcuni ricercatori americani dell’Università della California a Los Angeles. In uno studio che è stato pubblicato nella “International Journal of Obesity“, hanno scoperto che molte persone obese sono difficili da parte a una salute migliore rispetto sottile.
Quando si tratta di determinare l’obesità, l’indice di massa corporea (BMI) per molti è ancora considerato come la misura di tutte le cose. L’indice di massa corporea è calcolato dividendo il peso di una persona per il quadrato della sua altezza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un valore compreso tra 18,5 e 25. Un BMI superiore a 30 costituisce un fattore di obesità.
Per il loro studio, il gruppo di ricercatori, guidato da A. Janet Tomiyama. ha analizzato i dati di più di 40.000 persone tramite un sondaggio, il National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), il quale ha dimostrato che il solo BMI non è sufficiente a dare un’idea concreta circa lo stato di salute di una persona.
Circa la metà delle persone classificate, quasi 20 milioni soffrono di obesità, nonostante ciò queste persone godono di una buona salute.
Inoltre, lo studio dimostra che molte persone il cui indice di massa corporea è nel range di normalità, non sono automaticamente più sani. I ricercatori chiamano appreso che 20,7 milioni di persone negli Stati Uniti, mostrano anomalia in alcuni valori fondamentali della salute, come la pressione arteriosa, glicemia, e il colesterolo.
Lo studio dovrebbe essere l’ultimo chiodo nella bara del BMI,” spiega Jeffry Hunger, un co-autore dello studio. I BMI, come un indice della salute delle persone, si sono rivelati inutili.

Il BMI è basato unicamente sul peso in relazione all’altezza e non considera il fisico individuale, né la presenza dell’adipe. Il risultato non consente quindi alcuna dichiarazione su come il peso dei muscoli, dei grasso e dell’acqua viene distribuito nel corpo.

I valori per considerare i rischi dell’obesità, per gli esperti conta il rapporto vita-fianchi, e l’adipe che si accumula in quella zona

Quando si tratta di determinare il rischio dei chili sulla salute, oltre alle dimensioni e al peso, in particolare la circonferenza addominale gioca un ruolo importante. Secondo la società tedesca per la nutrizione (DGE)una circonferenza vita da 88 centimetri per le donne e 102 centimetri negli uomini rappresenta un aumento significativo del rischio per e le malattie cardiovascolari del metabolismo.
Per sapere se si è già varcata la soglia di rischio, si dovrebbe misurare la circonferenza della vita prima di mangiare, in piedi, a torso nudo. Il nastro viene posizionato esattamente a metà tra la cresta iliaca e margine inferiore della gabbia toracica, approssimativamente al livello dell’ombelico.

Il rapporto vita-fianchi, ovvero la quantità di adipe in quella zona, ci aiuta a capire meglio la nostra salute

Più specificamente, è il cosiddetto rapporto vita-fianchi (WHR), che sembra occorra prendere in considerazione. I valori ottenuti devono essere la misura della distribuzione del grasso nel corpo. La circonferenza della vita è misurata esattamente a metà tra il bordo inferiore delle costole e il bordo superiore del bacino. Una volta ottenuta la circonferenza della vita si divide per la s divide per la circonferenza fianchi in centimetri: il valore ottenuto da il rapporto vita-fianchi.
Secondo gli esperti, vi è un aumento del rischio di malattie cardiovascolari nelle donne a partire da un valore di 0,85, e negli uomini da 0.9. L’adipe di per sé non è pericoloso, ma è quella quantità che si deposita tra la vita ed i fianchi a dare l’idea più corretta dello stato di salute di una persona.

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Elisa Martellini
Blogger per hobby, receptionist di professione, amo scrivere di cronaca, gossip, intrattenimento, cultura e cucina. Sono una lettrice compulsiva di romanzi thriller, gialli e horror. Sono anche madre di due bimbe che vanno ancora alle scuole elementari. Nel tempo libero...respiro.

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