Monthly Archives: aprile 2016

Trovato un dente lungo 30 cm, apparteneva ad un predatore di balene

Un dente di 30 cm di lunghezza è stato scoperto su una spiaggia nei pressi di Melbourne. Inutile però andare adesso alla ricerca del suo proprietario, perché l’enorme dente è stato datato a 5 milioni di anni fa. Il dente è stato acquisito dal Museo Victoria, i cui paleontologi dopo alcune analisi, sono arrivati a concludere che apparteneva ad un predatore di circa 40 tonnellate, che con molta probabilità raggiungeva i 18 metri di lunghezza. Un animale delle dimensioni più grandi di una normale balena – un capodoglio raggiunge in media 12 metri di lunghezza, mentre una balenottera azzurra , il più grande animale vivente, raggiunge i 24 metri.

Si tratta di un predatore che poteva tranquillamente cibarsi di balene, i cui resti sono stati ritrovati lungo le coste occidentali dell’Australia e le coste orientali del Sud America, zona molto frequentata da questi grandi cetacei.
Il dente non è completamente intatto – la punta della corona e la base della radice sono stati entrambe danneggiate, il che significa che quando il suo proprietario era ancora in vita era molto più grande di quanto non sia adesso, dopo cinque milioni di anni di esposizione alla corrosione da parte degli agenti atmosferici.
Dopo aver trovato il dente mi sono seduto e l’ho fissato incredulo,” ha raccontato Murray Orr, colui che ha trovato il dente alla Beaumaris Bay. “Sapevo che questo era un ritrovamento importante che doveva essere condiviso con tutti.” Murray Orr, è un cercatore di fossili, ma inizialmente credeva fosse tutt’altro.

Il dente è di un predatore vissuto molto probabilmente appartiene al tempo del Pliocene. Invece di basare la loro dieta sui calamari e altri pesci, quelle antiche creature mangiavano animali più grandi. Infatti i denti di una balena odierna pesano circa 2 chili, raggiungono una lunghezza di circa 18 cm, dal momento che servono sostanzialmente a triturare; il dente fossile, con i suoi 30 cm, era fatto invece per spaccare le ossa e strappare la carne.

Australia, un fiume va a fuoco, è carico di gas metano, tragedia al Codamine River

Un fiume del Queensland, in Australia, offre una scena davvero insolita: delle fiamme si alzano dalla sua superficie, cosparsa di gas metano, non appena Jeremy Buckingham, deputato del NSW, avvicina un accendino alla superficie dell’acqua. Per il deputato i colpevoli sono da ricercare nell’industria dei giacimenti di gas.

Sono rimasto scioccato dalla forza dell’esplosione, quando ho verificato che il gas che ribolle nel fiume Condamine, Qld era infiammabile,” ha scritto il deputato sul suo profilo Facebook, che nel filmato lo dimostra accostando appena un accendino alla superficie del Codamine River. “Tanto gas sta bollendo attraverso il fiume dando vita ad una fiamma enorme. C’era il timore che l’estrazione del gas dalla giacitura di carbone potesse spingere il gas ad attraversare la roccia“. E così in realtà è stato
Il video è stato condiviso da più di 20.700 persone nel giro di una sola mattina.

Il metano si vede filtra nel fiume nei pressi di Chinchilla, nel sud-ovest del Queensland. Il fatto era già stato segnalato nel 2012, dando il via ad una serie di indagini. Ma ora la tragedia è esplosa.
Questa zona è stata perforata con migliaia di pozzi CSG e fratturazioni idrauliche. Questo fiume per chilometri sta bollendo con il gas e ora è in fiamme“, ha detto Jeremy Buckingham.
Questo è il futuro dell’Australia e del Murray-Darling, se non fermiamo le fratturazioni idrauliche che si ha intenzione di diffondere tra tutti gli stati e … questo è assolutamente inaccettabile“.

In Italia è allarme ambientale per il petrolio che ha inquinato il torrente Polcevera

Intanto in Italia la situazione non è migliore, dal momento che il torrente Polcevera, in Liguria, ha rilasciato il suo petrolio in mare, che teneva già da domenica scorsa. Le barriere messe in atto per il contenimento hanno infatti ceduto, rilasciando il contenuto alla foce del fiume e cominciando ad distruggere il suo habitat. L’allarme ambientale sta raggiungendo proporzioni preoccupanti. Il tutto a meno di una settimana del rinnovo sulle concessioni per le trivelle.

Ecco perché dormiamo male in un letto non nostro

Se trovate spesso difficoltà nel prendere sonno (e mantenerlo) in un letto estraneo, non preoccupatevi, perché non siete affatto gli unici, anzi si tratta di un fenomeno abbastanza diffuso. Questo problema, definito ‘effetto prima notte’ è ben noto nel mondo della scienza, ma adesso pare anche che un gruppo di studiosi sia riuscito a risalire alle sue cause primarie.

Secondo questi nuovi risultati, dormiamo male in un letto non nostro e in ambienti non familiari, tramite una una sorta di meccanismo di difesa. Mentre dormiamo – o stiamo cercando di farlo – sembra che un emisfero del cervello rimanga sveglio più di quanto farebbe di solito, per scongiurare potenziali pericoli. Avete presente il detto dormire con un occhio aperto? Sembra che il nostro cervello lo metta in pratica alla lettera.
Se noi non sappiamo se una stanza è sicura per dormirci, allora adotteremo questo sistema di turni durante la notte, in modo da poter rilevare qualcosa di insolito,” ha spiegato Masako Tamaki della Brown University. “E ‘come una salvaguardia.” ha aggiunto.

Per capire che cosa contribuisce a questa inquietudine che ci assale quando ci troviamo a dormire in un letto sconosciuto, i ricercatori hanno studiato il sonno di 35 volontari, mettendoli di fronte a situazioni analoghe. Facendo dormire i volontari in laboratorio per due notti a una settimana di distanza, gli scienziati hanno usato l’elettroencefalografia, magnetoencefalografia, e la risonanza magnetica per monitorare l’attività cerebrale dei partecipanti.
La prima sera, la squadra ha trovato che i partecipano hanno mostrato costantemente una maggiore attività nell’emisfero sinistro del cervello rispetto al destro. Questa accresciuta attività nell’emisfero sinistro era particolarmente evidente durante il sonno profondo, in una fase chiamata ‘onde lente‘ del sonno. Questa attività ci rende più inclini alla veglia, che gli scienziati inoltre hanno incentivato, attivando di tanto in tanto un segnale acustico irregolare. Questi suoni stimolano l’emisfero sinistro (tramite i suoni riprodotti nell’orecchio destro) facendoci risvegliare con maggiore probabilità.
Quindi non preoccupatevi è semplicemente il nostro cervello che si prende cura di noi, quando abbiamo in realtà staccato la spina.

L’IS giustizia 250 ragazze, che si sono rifiutate di diventare schiave

L’IS ha dichiarato di aver condannato a morte 250 ragazze che si sono rifiutate di prendere parte alla jihad sessuale, contraendo matrimoni temporanei con i militanti per diventare schiave del sesso.
Secondo i rapporti l’esecuzione capitale è avvenuta nella roccaforte IS di Mosul.
Almeno 250 ragazze sono state finora giustiziate dall’IS, per aver rifiutato di accettare la pratica della jihad sessuale, e, talvolta, le famiglie delle ragazze sono state anche giustiziate per il rifiuto di sottoporsi alle richieste dell’IS,” ha detto un portavoce del partito democratico curdo.
Un altro funzionario del partito per l’Unione Patriottica del Kurdistan ha dichiarato che le donne e i diritti umani vengono continuamente violati nei territori dell’IS.
Le donne all’interno dello Stato Islamico non hanno alcun tipo di libertà, non possono nemmeno scegliere gli uomini da sposare.

Zainab Bangura, rappresentante speciale del’ONU per la violenza sessuale nei conflitti, afferma che l’IS ha istituzionalizzato la violenza sessuale e che la brutalizzazione delle donne è fondamentale per la sua ideologia e la sua ppropaganda.
Nei territori di fresca conquista i jihadisti adottano sempre la medesima tattica nei confronti della popolazione: catturano le donne (preferibilmente vergini), le usano come schiave sessuali e le vendono più volte, mentre i ragazzi e gli uomini vengono uccisi, o costretti ad imbracciare le armi e combattere per la jihad.
E nel marzo di quest’anno, un medico tedesco di nome Jan Ilhan Kizilhan ha raccontato la storia di una ragazza, la quale si è data fuoco per farsi meno attraente agli occhi degli jihadisti, mentre un’altra di otto anni è stata più volte venduta e violentata.

Basse dosi di aspirina possono ridurre il rischio di cancro

Un team di esperti della School of Medicine dell’università di Cardiff ha detto che ha trovato che le persone con tumori del colon, del seno o della prostata possono avere migliori probabilità di sopravvivenza se usano basse dosi di aspirina. Il team parla di una “riduzione significativa” della mortalità e della diffusione del cancro.

Il professor Peter Elwood, che ha guidato lo studio, ha spiegato: “Vi è un crescente numero di prove che l’assunzione di aspirina comporti un beneficio significativo nel ridurre alcuni tipi di cancro. E mentre sappiamo che una bassa dose di aspirina si è dimostrata capace di ridurre l’incidenza di cancro, il suo ruolo nel trattamento del cancro rimane incerto. Di conseguenza abbiamo deciso di condurre una ricerca sistematica su tutta la letteratura scientifica.
Gli scienziati hanno esaminato tutti i dati disponibili, tra cui cinque studi randomizzati e 42 osservazioni di cancro al colon-retto, al seno e alla prostata.
Il professor Elwood ha aggiunto: “La nostra revisione, sulla base delle prove disponibili, suggerisce che basse dosi di aspirina assunte da pazienti con cancro al colon, al seno o alla prostata, in aggiunta ad altri trattamenti, sono associate ad una riduzione dei decessi del circa 15-20 per cento, insieme ad una riduzione della diffusione del cancro“.

Tuttavia, gli esperti hanno tenuto a sottolineare che lo studio non prova che l’aspirina aiuti a curare i tumori.
I loro risultati, pubblicati il ​​20 aprile sulla rivista PLoS ONE, si basano principalmente sui cosiddetti studi osservazionali. Ciò significa che i ricercatori hanno monitorato i risultati dei pazienti affetti da cancro che si trovavano ad utilizzare basse dosi di aspirina e quelli che non lo facevano.
Ci potrebbero essere molte differenze tra i due gruppi di pazienti“, ha detto Eric Jacobs, un ricercatore dell’American Cancer Society, che non è stato coinvolto nello studio. Per esempio, l’esperto ha spiegato, la gente a volte dovrebbe evitare l’aspirina quando sottoposto a chemioterapia e che le prospettive per i pazienti con i farmaci da chemio potrebbero differire da quella degli altri pazienti.
Gli studi hanno cercato di tenere conto delle differenze tra gli utenti che assumono aspirina e quelli che non lo fanno, ma i ricercatori non possono mai soppesare tutte le variabili.
Così gli studi clinici in cui i pazienti sono stati scelti in modo casuale per ricevere un trattamento o no, sono considerati la prova più forte. E ci sono le prove in corso per testare gli effetti dell’utilizzo di aspirina durante il trattamento del cancro, secondo Jacobs.
Abbiamo bisogno di attendere i risultati di tali prove,” ha concluso.

Novità mutuo, esproprio direto per chi non paga 18 rate

Mutuo, ancora meno garanzie per gli italiani e vantaggi per le banche?
Grazie alle nuove disposizioni in materia lo stato fa un altro regalino alle banche, ma piano piano, quasi in sordina… quello stesso stato che secondo il ministro Boschi è vessato da tutte le parti perché sta attaccando i poteri forti!
Come si apprende dal nuovo decreto legislativo, approvato il 20 parile 2016, dal Consiglio dei Ministri: chi non ce la fa a pagare le rata del mutuo (precisamente si prevede il mancato pagamento di 18 rate, 1 anno e 6 mesi), si vedrà direttamente sottratto della proprietà della casa, senza nemmeno un procedimento di espropriazione forzata, né di un processo esecutivo. Tutto ciò che farà la banca sarà acquisire a pieno titolo la casa, dopo i 18 mesi, e metterla in vendita, soddisfacendo in tal modo l’intero credito del debitore, che si potrà ritenere libero dal mutuo, anche se il ricavato fosse inferiore al credito residuo della banca. Se il ricavato fosse superiore il debitore avrebbe diritto all’eccedenza.

La norma avrà valore effettivo dopo 15 giorni dalla pubblicazione del testo della legge sulla Gazzetta Ufficiale – la cui pubblicazione avviene intorno alla fine di ogni mese – quindi non ha effetto su chi ha già firmato un accordo con le banche. Anzi l’intero mese di aprile dovrebbe giacere entro i termini dell’attuale legge in materia.
In secondo luogo non si tratta di una previsione obbligatoria e vale quindi solo per i contratti,i cui contraenti abbiano espressamente concordato di inserire questa nuova ‘clausola di inadempimento‘.

Il fatto che tale ‘clausola di inadempimento’ sembra lasciare aperto uno spiraglio, sulla possibilità di scongiurare un eventualità simile, ma si sa che le banche all’atto del mutuo fanno sempre la parte forte, costringendo il contraente a firmare il contratto secondo le proprie disposizioni.
Qualora però si rinunciasse alla ‘clausola di inadempimento’ sul mutuo, si ritornerà alla formula dei sette mesi, attualmente in vigore, ma con qualche piccola modifica. In questo caso se la banca non riuscirà a soddisfare il debito del creditore dalla vendita della casa, questo sarà costretto a restituire alla banca la somma mancante.

Muore Maggie, il cane più vecchio del mondo, aveva 30 anni

Maggie era un cane australiano di razza Kelpie, che si è spento questa mattina alla veneranda età di 29 anni e 5 mesi. Secondo il proprietario, e non solo lui a dire il vero, Maggie era il cane più vecchio del mondo.
Maggie ha vissuto nel caseificio di Brian McLaren nel Woolsthorpe meridionale, in Australia, dove era arrivata quanto aveva compiuto appena otto settimane di vita, nel 1986.
L’abbiamo presa quando era solo un cucciolo. Noi crediamo che lei fosse piuttosto abbastanza vicino ai 30 anni, se no le aveva almeno 29 anni e mezzo“, ha detto il suo padrone.

Secondo il Guinness World Records, l’età più alta mai fatta registrare da un cane è di 29 anni e mezzo (come quella di Maggie secondo Brian McLaren) ed è stata raggiunta da un cane da lavoro australiano di nome Bluey.
La famiglia McLaren ha portato Maggie casa prima che loro figlio, che ora ha 34 anni, avesse cominciato a frequentare la scuola.
Quando i bambini stavano crescendo scendevano dal bus alle 4:10 pm (ora pomeridiana) e se non c’erano, lei si metteva ad abbaiare alle 4:15“, ha detto ancora McLaren, ricordando eventi già lontani per la vita di un uomo, lontanissimi per quella di un cane.

Maggie nella fattoria si era sempre occupata delle mucche, lavoro che ha svolto fino a 12 anni fa, dopo di che le sue condizioni fisiche, aggravate da un’età abbastanza insolita per un cane, hanno indotto il proprietario a metterla in pensione.
Non era coccolata ma era ben curata in fin dei conti. Ha sempre avuto il latte – non troppo, ma amava il suo latte – e qualsiasi altra cosa avesse voluto“, inoltre “Amava inseguire la moto. Amava correrci accanto, così più andavi veloce, più veloce correva… Ha avuto una vita molto bella.” Poi Maggie si è spenta serenamente, rannicchiata nel suo letto, nella notte di Domenica.
La cosa migliore nelle ultime due settimane settimane, ero pietrificato stavo per farla abbattere, e quello mi stava spezzando il cuore… Sono così contento che se ne sia andata in questo modo“.

Altro che Isola dei Famosi: Jeremy Wade di River Monster trova un vero naufrago

La troupe cinematografica di River Monster, programma in onda su Animal Planet, ha fatto una scoperta sorprendente durante le riprese della serie lo scorso anno.
Mentre stavano veleggiando a largo dell’immensa costa nord dell’Australia, Jeremy Wade e il suo team si sono imbattuti in un vero e proprio naufrago, salvandogli la vita da una morte quasi certa.
L’equipaggio erano alla ricerca di un Queensland Grouper, per un episodio opportunamente chiamato Death Down Under nella serie passata di River Monster, ma il filmato del salvataggio del naufrago è stato rilasciato solo recentemente al pubblico.
La loro ricerca li ha portati nei pressi di Barranyi North Island al largo della costa del Territorio del Nord, in Australia.
Inizialmente l’equipaggio di River Monster ha avvistato qualcosa sugli scogli, situazione che naturalmente li ha spinti a scherzare su Tom Hanks e sul noto film Cast Away. Ma poco dopo la risata gli si è bloccata in gola, quando hanno visto un uomo correre fuori da una grotta senza vestiti. La sua disastrosa situazione è divenuta ancora più evidente a Jermey Wade e gli altri, dopo che l’uomo si è disperatamente gettato in acqua e si è messo a nuotare verso la loro barca.

IL team di River Monster commenta il salvataggio del naufrago

Il naufrago, un pescatore identificato solo con il nome di Tremine, aveva perso la sua barca due giorni prima, quando si era allontanato per cercare delle ostriche. Senza acqua ed esposto alle intemperie ha ceduto rapidamente per il caldo e la disidratazione. “Un altro giorno sulla spiaggia e sarebbe potuto morire“, ha detto Jeremy Wade.
“Qui fuori in piena estate australiana, bloccato senza acqua e riparo la tua sopravvivenza è limitata a due, forse tre, giorni.” Ha detto il direttore di River Monster Stephen Shearman, aggiungendo: “Questo ragazzo è super esperto, pesca molto, conosce il paesaggio, conosce i pericoli, e tuttavia ha ceduto così presto. Tutto andava bene, e nel giro di due o tre ore, nulla è andato più bene.”

Game of Thrones, HBO rilascia promo in attesa della premiere

La HBO ha sorpreso tutti decidendo di rilasciare all’improvviso, ancora un altro promo, l’ultimo, a pochi giorni di distanza della prèmière della stagione 6 di Game of Thrones, che si terrà la prossima domenica, 24 aprile. Il filmato è quasi simile al trailer già rilasciato qualche tempo fa, con l’aggiunta di pochissimi nuovi frame, giuto per crescere ancora più l’attesa da parte dei fa, che ormai non vedono l’ora che la sesta stagione di Game of Thrones abbia finalmente inizio.

Le poche breve parole sono estrapolate da un discorso di Tyrion Lannister(Peter Dinklage), che avverte: “Ovunque tu sia, ovunque tu vada, qualcuno vuole ucciderti ...”. Poi musica e tante immagini a ritmo davvero serrato. Tra tutte Daenerys Targaryen in catene, che viaggia a piedi nel deserto, mentre viene frustata da qualcuno a cavallo, poi l’ombra di un drago su questo popolo in movimento, che l’ha fatta prigioniera. Tra le altre scene degne di nota la presenza di Bran Stark (finalmente uscito dall’albero-diga) di fronte ad un estraneo, forse proprio il loro re.
E ancora sequenze di battaglie, di scontri sanguinosi e tanti intrighi ancora tutti da scoprire.

Better Call Saul, anticipazioni finale seconda stagione

Ci sarà un evento assai spiacevole nella puntata finale della seconda stagione di Better Call Saul, la morte di qualcuno: la morte di un camionista impiegato dal cartello.
L’episodio 10 della stagione 2 promette di essere un punto di svolta per l’intera serie di Better Call Saul.

Chuck ha ingannato Jimmy. Tutta la stagione è stata costruita intorno allo scontro tra i due personaggi, uniti per una vita, eppure in qualche modo l’uno contro l’altro, quasi da sempre.
Chuck può mentire quando si trova in uno stato d’animo giusto. Questo è stato il punto nella scena di apertura, un flashback in cui Chuck si lamenta con Jimmy riguardo le ultime parole dette dalla loro madre sul letto di morte all’ospedale. La sequenza sottolinea anche l’animo e la gelosia che Chuck prova per suo fratello. Durante la loro veglia accanto al letto, Jimmy ricorda scherzosamente la volta in cui accidentalmente aveva invitato due amiche alla festa a sorpresa della madre.
Ricordo solo l’intera famiglia che stava pulendo a causa tua“, rievoca Chuck. “E la mamma che lasciava la sua festa di compleanno per accompagnare una di loro a casa.”
Eppure, quando la madre si scuote per pronunciare un ultimo nome prima di morire, quel nome è Jimmy.

Per Chuck, Jimmy è solo un tossico che è riuscito ad incantare tutti, tenendo nascosti i suoi terribili difetti, tutti tranne lui. Chuck vuole essere il ragazzo che si alza e dice: “Basta.” A questo si aggiunge l’errore nella Mesa Verde, che ha fatto apparire Chuck come un pazzo, e abbiamo capito le sue motivazioni, anche se troviamo la sua ultima mossa triste e riprovevole.

Andando sull’altro fronte: Mike ha comprato un fucile da cecchino da Lawson e si è allentato così tanto da raffinare la sua capacità di mira, tanto da poter uccidere una persona da una distanza davvero considerevole. Ma a chi intende sparare? Hector, oppure Nacho? Il bersaglio sembra essere Hector, eppure i motivi non sembrano del tutto chiari, a parte la minaccia alla famiglia, ma sembra troppo poco.
Quando tutto sembra stia per compiersi ecco che qualcuno impedisce a Mike di portare a termine il suo piano, ma chi? Qualcuno – forse finora nemmeno comparso in Better Call Saul – cui interessa mantenere in vita Hector, per scopi futuri. Qui forse potrebbe correrci in aiuto Breaking Bed.