Il Dio che è nel mio cuore…
Pubblicato da redazione
“… Ma che razza di Dio c’è nel mio cuore, che lo sento quando viene, che lo aspetto non so come, che non mi lascia mai, non mi perde mai e non lo perdo mai.” Questa frase è presente nel testo della canzone ”Ma che razza di Dio c’è nel cielo” di Roberto Vecchioni nella quale è affrontato il tema di Dio con l’occhio critico non di un ateo, ma di uno che cerca le risposte alle domande fondamentali dell’esistenza. Si può comprendere, anche in questa citazione, che Dio è presente in ognuno di noi, ci conforta quando abbiamo bisogno, ci ascolta sempre e anche quando commettiamo peccati non ci abbandona mai e ci ama ugualmente. Questa vicinanza tra l’uomo e Dio è messa in evidenza nel Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) che spiega come noi discepoli siamo tralci uniti alla vite, che è il Signore, senza l’amore del quale non saremo capaci di dare frutto e la nostra essenza si appassirebbe.
Nella vita occorre avere coraggio: il coraggio di essere “tralci” rigogliosi cioè non aver timore di cercare Dio perché solo così lo si può trovare e sentire nella propria anima. Per riuscire a fare ciò bisogna saperlo riconoscere quotidianamente nel prossimo compiendo nuove esperienze che possono arricchire la propria spiritualità e far crescere la propria persona.
Dio ci comanda: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Infatti, solo con l’amore e con il desiderio di aiutare gli altri ci si può avvicinare a Dio che diventa nostro compagno di viaggio e confidente nel corso della nostra vita.
Con la guida del suo amore e con la protezione delle sue braccia non avremo più paura e saremo sempre al suo fianco dove Lui ci vuole!
Lucia Albertoni, Claudia Parisotto
Diocesi di Vicenza
Campionato: un bilancio…
Pubblicato da redazione
Ecco il triplice fischio, è finito!
Tra emozioni, rimpianti, sorprese e un velo di tristezza, il campionato di serie A è terminato.
Torino è in festa; dopo sei anni di polemiche e di sofferenze, la vecchia signora è di nuovo campione d’Italia. In seguito ad un torneo che li ha visti imbattuti dalla prima giornata, i giocatori della Juventus festeggiano insieme ai loro tifosi per le strade della città, dando sfogo alla propria gioia di aver trionfato contro ogni pronostico. Ma nella gioia spicca la tristezza sul volto di un uomo simbolo di questa Juve, il capitano, Alex Del Piero. Dopo diciannove anni di Juve e dopo i tantissimi trofei, con quei colori, lascia il campionato italiano! Emozionante il suo saluto ai suoi tifosi, in lacrime, durante l’ultima partita di campionato, ma anche la sua ultima con la maglia numero 10 bianconera nel suo stadio.
Come lui anche alcune bandiere milaniste hanno deciso di lasciare: Gattuso, Inzaghi, Nesta, Zambrotta. Insomma finisce un ciclo, finisce un epoca di grandi campioni in campo e fuori che ci hanno regalato grandissime emozioni.
Ma non è solo Torino a festeggiare. Piccola tra le grandi, l’Udinese centra il terzo posto e di conseguenza l’Europa che conta. La determinazione e la voglia degli uomini di Guidolin hanno ripagato i tantissimi tifosi di questa bellissima squadra.

Ed ora tutti concentrati verso l’europeo, confidando ancora che le soddisfazioni della nostra nazionale coprano quella piaga che ancora affligge il nostro calcio: calcioscommesse. Speriamo che l’esempio di questi giocatori, citati prima, possa far sì che le nuove generazioni di calciatori facciano rifiorire quello che una volta era il campionato più bello del mondo!
Enrico Martire
Vice presidente AC Cassano allo Ionio
Costruire la pace…
Pubblicato da redazione
Com’è difficile costruire la pace!!! Forse è difficile perché ogni uomo vuole primeggiare, mettersi in mostra e perciò è lontana l’idea di servizio per gli altri. Pace per me è mettersi al servizio degli altri, ma per essere in grado di servire l’uomo bisogna considerarlo importante!L’altro giorno su internet ho visto un sito che parlava di Madre Teresa di Calcutta, premio nobel per la pace: il mio pensiero è andato subito ad un’altra donna, Aung San Suu Kyi. Le loro vite sono molto diverse, ma nello stesso tempo molto simili. Aung San Suu Kyi si è battuta per la democrazia e la libertà mettendo in gioco la propria vita e rischiando di perderla. Questa donna ha dimostrato di non avere interessi personali. Per lei conta soltanto che la sua gente sia libera di aver accesso, in ugual misura, alle ricchezze del suo paese. Madre Teresa invece, la santa dei poveri, ha speso tutta la sua vita per donare amore a chi l’amore proprio non sapeva nemmeno che cosa fosse, i diseredati di Calcutta e di tutto il mondo. Parlando con il mio parroco di quest’argomento, mi sono posta alcune domande: a chi donerei il “premio nobel per la pace” tra le persone della mia comunità? chi lo meriterebbe? lo darei a quelle persone che offrono il loro servizio “senza far rumore”, risolvendo tutte quelle tensioni che si creano, aiutando chi ha bisogno.
Ripensare alla vita di Aung San Suu Kyi, che ha sacrificato ogni altro affetto o interesse personale per la libertà degli altri, dovrebbe farci sentire proprio piccoli. Lei non ha avuto paura di niente, e noi?!? Cosa siamo disposti ad offrire!?
Sonia Murruni
Diocesi Locri-Gerace
Più forti… insieme!
Pubblicato da redazione
Il 9 maggio è la Festa dell’Europa. Questo giorno ricorda il giorno in cui, nel 1950, il ministro degli esteri francese Robert Schuman ha proposto di creare per l’Europa una nuova forma di cooperazione politica, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee.
Questa intuizione, che è alla base della moderna UE, prevedeva la creazione di un’istituzione europea sovranazionale che avrebbe gestito la produzione in comune del carbone e dell’acciaio. Questo trattato è stato poi firmato appena un anno dopo ed è entrato in vigore nel luglio 1952.
La proposta di Schuman è sempre stata considerata l’atto di nascita dell’Unione europea e poi dal9 maggio 1985 – in un vertice dei capi di stato della Comunità europea – si è deciso di fare del 9 maggio la “Festa dell’Europa”.
Le celebrazioni della Festa dell’Europa, che quest’anno ha come titolo “Più forti insieme”, sono un’opportunità per avvicinare l’Europa ai suoi cittadini e i popoli dell’Unione fra loro, in modo particolare le giovani generazioni: è davvero una bella occasione per riscoprire alcune radici ‘più larghe’ di quelle nazionali, ma sicuramente molto molto profonde.
Anche quest’anno poi, la Festa dell’Europa è un giorno speciale per tutti gli studenti di AC: il MSAC infatti celebra il 9 maggio (fino a Pentecoste) l’European day per promuovere nei circoli e nelle scuole la consapevolezza e i valori della cittadinanza europea.
La redazione di Graffitiblog
Toniolo beato, anzi… beat’issimo!
Pubblicato da redazione
“Concediamo che il Venerabile Servo di Dio Giuseppe Toniolo … d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa…” (Card. Salvatore De Giorgi, domanica 29 Aprile 2012)
Lo scorso 29 Aprile 2012 presso la basilica papale di San Paolo fuori le mura si è celebrata la solenne liturgia di beatificazione di Giuseppe Toniolo. Un evento molto sentito e molto partecipato da numerosi fedeli provenienti da tutta Italia, soprattutto dalle diocesi di Vittorio Veneto, Treviso e Pisa. Come giovani e giovanissimi di AC abbiamo vissuto questo momento con l’emozione e la gioia di chi si sente veramente parte di una Chiesa che è famiglia, che è casa, nella quale il Signore, guida e fonte di vita, si fa vivo in mezzo a noi grazie anche all’esempio di Giuseppe Toniolo. Del beato Toniolo sentiamo ora più vicini alcuni suo comportamenti che a noi insegnano e suggeriscono uno stile, una “Regola di Vita”. Egli si presenta a noi come modello di vita e impegno ecclesiale e civile, che, nell’assidua preghiera, nella cura del suo cammino spirituale e nel suo dialogo con Dio, ci dice che è possibile vivere una spiritualità radicata nel quotidiano e alimentata dalla Parola di Dio.
L’aneddoto pievigino ci torna sempre alla mente, quando arriva a Pieve di Soligo la prima cosa che diceva passando davanti alla chiesa era : “Andiamo a salutare il paron de ca

sa”. L’elemento etico dell’economia si concretizza anche nella sua idea di una economia che è tale solo se favorisce la redistribuzione del capitale per creare altro lavoro. In questo sta l’attualità del suo pensiero, della sua persona, che ci stimola a ricercare nella nostra realtà strade e soluzioni possibili frutto di una attenta analisi del contesto sociale. In lui non c’è “nulla di eccessivo; nulla di bigotto; nulla di incompatibile con i suoi doveri familiari, professionale, sociali”, nessun comportamento era eccessivo, tutto rispondeva alla sua più alta esigenza di un cammino di santità laicale. Toniolo infatti scriveva: “Noi credenti sentiamo nel fondo dell’anima, che chi definitivamente recherà a salvamento la società presente, non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi.” Grazie Giuseppe Toniolo, sei Grande!!
Stefano, Fabrizio, Davide ed Eleonora
Parrocchia di Pianzano / Diocesi di Vittorio Veneto














