Zuckerberg vieta la vendita di armi su Facebook e Instagram, c’è un ma

By | 30 gennaio 2016

Zuckerberg decide di vietare la vendita di armi su Facebook e Instagram, ma solo ai privati, gli autorizzati continuano la loro l’attività

Zuckerberg ha deciso infine di mettere al bando la vendita di armi su Facebook e Instagram, aggiungendolo a un elenco di elementi già proibiti da tempo, tra cui si trovano: farmaci e marijuana.
Attenzione però il divieto non è generale, ma sarà proibita le vendita a privati, ovvero gli affari da persona a persona, e non influenzerà i rivenditori autorizzati di armi. La mossa ha lo scopo di aiutare il governo degli Stati Uniti a combattere la transazione di armi senza licenza. La diffusione delle armi negli Stati Uniti è divenuto negli ultimi mesi un problema sempre crescente. Il presidente Obama, a fronte delle recenti tragedie, ha dato al via ad una forte campagna di sensibilizzazione, per far capire al paese quanto sia importante limitarne la circolazione per la salvaguardia comune.

Provvederemo a rimuovere i messaggi segnalati che indicano esplicitamente uno specifico tentativo di eludere o aiutare gli altri eludere la legge“, ha fatto sapere la società di Mark Zuckerberg tramite un comunicato diramato mercoledì. “Per esempio, rimuoveremo i messaggi segnalati in cui il potenziale acquirente o il venditore indica che non conducono un controllo dei precedenti e sono disposti a vendere attraverso i confini di stato senza un rivenditore autorizzato di armi da fuoco.”
Zuckerberg ha già contribuito a vietare le vendita di armi da fuoco ai minori nel 2014, dando una risposta concreta alle richieste dei sostenitori del controllo delle armi, che a lungo hanno espresso la loro preoccupazione sul fatto che Internet consente ad anonimi di vendere le armi, senza controllo dei precedenti. Grazie a ciò non solo i minori, ma anche i criminali e le altre categorie cui la vendita è proibita, potevano facilmente procurarsene una nel pieno anonimato.

I sostenitori del controllo delle armi hanno fatto riferimento al Third Way Study, che nel 2013 aveva dichiarato: “migliaia di armi, tra cui le cosiddette armi d’assalto, sono in vendita on-line e molti potenziali acquirenti hanno acquistato online specificamente per evitare un controllo dei precedenti”.
Nell’annunciare le misure prese da Facebook, Monika Bickert, responsabile del Global Management Policy, ha scritto che la sua nuova politica sarebbe un compromesso tra la libertà di parola e della sicurezza. “Questo è uno dei tanti settori in cui ci troviamo ad affrontare una sfida difficile: bilanciare il desiderio degli individui di esprimersi sui nostri servizi riconoscere che questa espressione può avere conseguenze altrove“, ha detto in un post sul blog.
Facebook non è stato, e non può essere ovviamente considerato ,direttamente coinvolto nella vendita di armi, eppure ha funzionato come un vero e proprio forum per le vendite di armi, volgendo seppure senza colpa una sorta di ruolo di intermediario tra le due parti. La società di Zuckerberg non era un e-commerce, e fino a poco tempo, non era possibile portare a termine le operazioni finanziarie sulle su reti sociali. Ma l’anno scorso, Mark Zuckerberg, in qualità di amministratore delegato dell’azienda, ha deciso di introdurre nuovi servizi che permettono pagamenti peer-to-peer attraverso il suo servizio Messenger.

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Category: Cultura News

About Giuseppe Zito

Mi occupo di giornalismo informatico ormai da qualche anno, ho alle spalle esperienze con siti come www.zz7.it di cui sono stato il co-creatore, e www.controcopertina.it. Mi piace scrivere news di ogni genere, non disdegnando alcun argomento, mi esaltano maggiorimente i fatti di politica e società.

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