Processo telematico: nel caos Sicilia e Calabria

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Il processo telematico va in tilt, Sicilia e Calabria piombano nel caos
A farne le spese soprattutto Messina, Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria e Catanzaro, città in cui l’apparato giudiziario legato al PCT è del tutto paralizzato.
Da giorni gli uffici giudiziari dei distretti delle regioni Sicilia e Calabria sono in tilt a causa di un guasto tecnico del server di Messina, guasto del quale non sono state rese note né l’entità né la portata.
Di fatto le due regioni sono sprofondate nel caos ed a risentire dei gravissimi disagi non sono soltanto gli avvocati, ma soprattutto i magistrati ed il personale delle cancellerie dal momento che non è possibile alcun tipo di accesso agli archivi telematici.

A Messina sono già state avanzate le prime richieste di remissione in termini ad opera di quegli avvocati i cui depositi non sono stati effettuati entro i termini di legge.
Da giorni i depositi sono solo cartacei, in palese violazione delle norme procedurali recentemente emanate. Le cancellerie sono affollate da file interminabili di legali che devono recarsi personalmente presso gli uffici per effettuare i depositi e per avere delucidazioni in merito a tutte le problematiche legate all’emergenza. L’impossibilità di avere un numero di ruolo e quella di caricare i pagamenti dei contributi unificati con il lettore ottico, paralizza l’operare dei tribunali e le gravissime ripercussioni si avranno sul lungo periodo.

Come intendono le amministrazioni farl fronte al problema del processo telematico?

Quando verrà risolto il problema del processo telematico? Come le amministrazioni intendono far fronte alla situazione d’emergenza? Ci sarà qualcuno che caricherà a mano tutti questi dati al terminale? Si aspetterà che il sistema Giustizia in qualche maniera collassi definitivamente?

La rivoluzione digitale da tempo ha coinvolto tutti gli aspetti della nostra vita e non poteva che estendersi anche al processo. Diventa dunque una necessità imprescindibile la gestione più che mai efficiente dei sistemi anche di Sicilia e Calabria che avrebbero dovuto dotarsi di strutture informatiche adeguate, in grado di supportare una quantità crescente di dati e che soprattutto avrebbero dovuto incrementare il personale con reperibilità h24 dotato di competenze tecniche specifiche, in grado di riparare il guasto con estrema celerità, soprattutto se si considera che nell’ultimo anno sono stati depositati oltre 1 milione di atti dalle parti e quasi 1 milione e mezzo di provvedimenti da parte di magistrati. Consegnate oltre 1 milione di comunicazioni al mese con un risparmio annuale stimato in più di 42 milioni di euro.
Il processo telematico in tutta Italia sembra funzionare sempre meglio, tranne che nel nostro amato sud dove a farne le conseguenze sono sempre i cittadini, inevitabilmente vittime di un sistema in cui il settentrione ed il meridione del paese corrono ormai, da troppo tempo, a velocità diverse.

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