Obiettivi di Sviluppo del Millennio: bilancio agli inizi del 2016

By | 11 maggio 2016

All’inizio del nuovo millennio le Nazioni Unite hanno messo a punto un’importante programma per combattere la povertà, i cui principi erano ben delineati all’interno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals, MDG). Gli Obiettivi del Millennio rappresentavano una serie di traguardi che gli Stati Membri dell’ONU si erano prefissati di raggiungere entro l’anno 2015. Tra di essi punti di cruciale importanza, come l’eliminazione della poverà estrema e della fame del mondo, la riduzione della mortalità infantile e materna, la diffusione universale dell’istruzione primaria ed un maggior impegno in direzione della parità dei sessi e dell’autonomia delle donne.

Obiettivi del millennio 2015

Possiamo dire che il 2015 si è ormai concluso da un po’, è ora quindi di fare un bilancio complessivo dei risultati conseguiti. Quali degli otto traguardi definiti dalle Nazioni Unite sono stati raggiunti? E quali, invece, non sono stati portati a compimento? In quali ambiti sono stati fatti passi avanti? E in quali altri c’è ancora molto da migliorare e sono necessari ulteriori sforzi?

Di seguito l’elenco dei punti che costituivano la lista degli Obiettivi del Millennio, con un sunto dei risultati conseguiti.

1) Sradicare la povertà estrema e la fame nel mondo
+ Nel 1990 quasi il 50% della popolazione nei paesi poveri viveva con meno di 1,25 dollari, nel 2015 tale valore è scesa al 14%
+ Nel 2015, le persone che vivono in condizioni di estrema povertà nel mondo sono oltre un miliardo in meno rispetto al 1990

2) Rendere universale l’istruzione primaria
+ Nel periodo 2000-2015, è aumentato dall’83% al 93% il tasso di scolarizzazione nei paesi in via di sviluppo
– Non è stato conseguito tuttavia completamente l’obiettivo ultimo di garantire un’istruzione elementare universale (si contano ad oggi, infatti, più di 50 milioni di bambini in età scolare che non vanno a scuola)

3) Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne
+ Nel 2015 si è registrato un indice di parità di genere pari a 0,98 punti nelle scuole elementari/secondarie e di 1,01 punti in quelle superiori (il valore associato alla presenza di parità di genere è compreso tra 0,97 e 1,03 punti)

4) Ridurre la mortalità infantile
+ Tra il 2000 e il 2015 si è assistito ad una riduzione di oltre il 50% del tasso di mortalità fra i bambini con età inferiore a 5 anni
– Non è stato tuttavia raggiunto il traguardo di ridurlo di 2/3 entro il 2015

5) Ridurre la mortalità materna
+ Tra il 1990 e il 2013 si è assistito ad una riduzione di oltre il 45% del tasso di mortalità materna
– La mortalità materna nei paesi poveri e in via di sviluppo è tuttavia ancora molto elevata, circa 14 volte in più rispetto ai paesi sviluppati

6) Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie
+ Tra il 2000 e il 2013 si è assistito ad una riduzione del 40% del numero di nuove infezioni di HIV
– Nella fascia di età tra 10 e 19 anni, tuttavia, non vi è stata alcuna diminuzioni delle morti causate da malattie legate ad AIDS

7) Garantire la sostenibilità ambientale
+ Tra gli anni 2000 e 2010 vi è stata una diminuzione nella perdita netta della superficia boschiva, dagli iniziali 8,3 milioni di ettari l’anno (1990) a circa 5,2 milioni di ettari l’anno
– Le emissioni di CO2 a livello mondiale continuano tuttavia a crescere (+50% nel periodo tra il 1990 e 2012)

8) Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo
+ Tra il 2000 e il 2014, l’aiuto allo sviluppo dei Paesi appartenenti al Comitato di aiuto allo sviluppo è aumentato del 66%
+ Nel 2013, nei Paesi poveri il rapporto tra debito estero e introiti legati ad esportazioni era pari al 3,1%, un livello inferiore rispetto al 2000 (12% degli introiti da esportazioni)

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