L’IS giustizia 250 ragazze, che si sono rifiutate di diventare schiave

L’IS ha dichiarato di aver condannato a morte 250 ragazze che si sono rifiutate di prendere parte alla jihad sessuale, contraendo matrimoni temporanei con i militanti per diventare schiave del sesso.
Secondo i rapporti l’esecuzione capitale è avvenuta nella roccaforte IS di Mosul.
Almeno 250 ragazze sono state finora giustiziate dall’IS, per aver rifiutato di accettare la pratica della jihad sessuale, e, talvolta, le famiglie delle ragazze sono state anche giustiziate per il rifiuto di sottoporsi alle richieste dell’IS,” ha detto un portavoce del partito democratico curdo.
Un altro funzionario del partito per l’Unione Patriottica del Kurdistan ha dichiarato che le donne e i diritti umani vengono continuamente violati nei territori dell’IS.
Le donne all’interno dello Stato Islamico non hanno alcun tipo di libertà, non possono nemmeno scegliere gli uomini da sposare.

Zainab Bangura, rappresentante speciale del’ONU per la violenza sessuale nei conflitti, afferma che l’IS ha istituzionalizzato la violenza sessuale e che la brutalizzazione delle donne è fondamentale per la sua ideologia e la sua ppropaganda.
Nei territori di fresca conquista i jihadisti adottano sempre la medesima tattica nei confronti della popolazione: catturano le donne (preferibilmente vergini), le usano come schiave sessuali e le vendono più volte, mentre i ragazzi e gli uomini vengono uccisi, o costretti ad imbracciare le armi e combattere per la jihad.
E nel marzo di quest’anno, un medico tedesco di nome Jan Ilhan Kizilhan ha raccontato la storia di una ragazza, la quale si è data fuoco per farsi meno attraente agli occhi degli jihadisti, mentre un’altra di otto anni è stata più volte venduta e violentata.

Vota la news:
[Total: 1 Average: 5]

About the Author

Giuseppe Zito
Mi occupo di giornalismo informatico ormai da qualche anno, ho alle spalle esperienze con siti come www.zz7.it di cui sono stato il co-creatore, e www.controcopertina.it. Mi piace scrivere news di ogni genere, non disdegnando alcun argomento, mi esaltano maggiorimente i fatti di politica e società.