L’Inquinamento atmosferico modifica le piogge e causa più nascite premature

By | 30 gennaio 2016

L’inquinamento atmosferico sta giocando un ruolo maggiore nel cambiare precipitazioni globali di quanto si pensasse in passato

L’inquinamento atmosferico è valutato al giorno d’oggi la causa di molti cambiamenti negativi sul pianeta, con un rischio crescente anche per la saluta dell’uomo. Ora due nuove ricerche da part differenti del globo rivelano gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulle piogge e sulle nascite premature, che possono causare molte anomalie nello sviluppo dei bambini.
La nuova ricerca, effettuata presso l’Università di Reading suggerisce che i cambiamenti delle percentuali di ozono tra nell’atmosfera, oltre a pregiudicare la salute umana, contribuiscono anche al cambiamento climatico. Le variazioni dell’ozono hanno causato un effetto di riscaldamento di circa 20% di quella dovuto all’anidride carbonica. Nel loro studio gli esperti di Reading mostrano, tramite calcoli dettagliati, che le variazioni delle precipitazioni globali a causa dell’ozono nel corso dell’ultimo secolo potrebbero essere più della metà di quelle dovute al mutamento di anidride carbonica. Questo è a causa delle differenze nel modo in cui l’ozono assorbe la luce solare e l’energia infrarossa emessa dalla Terra e la sua atmosfera, rispetto al biossido di carbonio.
Il capo ricercatore, il dottor Claire MacIntosh, dal Dipartimento di Meteorologia dell’Università, ha detto:”I nostri nuovi risultati sottolineano un altro aspetto di come l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico sono interconnessi. Troviamo che l’impatto principale sulla piovosità globale derivi da variazioni di ozono a causa dell’inquinamento dell’aria, piuttosto che dalla deplezione [diminuzione] di ozono nella stratosfera “.
Il professor Keith Shine, un co-autore della ricerca, ha detto: “Gli scienziati stanno imparando di più sui diversi fattori che causano cambiamenti nella pioggia globale. Con il tempo questa ricerca contribuirà anche ad una migliore comprensione dei cicli delle precipitazioni regionali. Fino ad allora si possono trarre alcuni legame tra questi nuovi risultati ed eventi singoli, come ad esempio la recente pioggia estrema e le inondazioni in alcune parti del Regno Unito“.

L’inquinamento atmosferico è anche alla base dello strano aumento delle nascite premature

Uno studio condotto invece da ricercatori del Centro Medico dell’Ospedale dei Bambini di Cincinnati e dall’Università di Cincinnati, pubblicato sulla rivista Environmental Health, ha mostrato come l’inquinamento atmosferico sia anche alla base dell’aumento del numero di nascite premature.
Il team ha identificato un rischio maggiore del 19% nelle donne di partorire prematuramente se sono esposte a particelle fini di inquinamento atmosferico durante la gravidanza; il rischio diventa ancora più elevato se l’esposizione avviene durante il terzo trimestre.

L’autrice principale dello studio Emily DeFranco, professoressa associata di medicina materno-fetale presso l’Università di Cincinnati, ha detto: “Anche se l’aumento del rischio è modesto, l’impatto potenziale è robusto, dal momento che tutte le donne incinte sono potenzialmente a rischio.”

Le particelle che causano tale fenomeno sono di varie dimensioni e forme, provengono da numerose fonti e comprendono centinaia di diverse sostanze chimiche. Nelle aree urbane, una percentuale elevata di particelle di inquinamento atmosferico proviene anche da molti gas di scarico.
La possibilità di danneggiare la salute dipende dalla dimensione delle particelle. Le particelle più piccole sono le più dannose perché possono essere inalate e causare gravi problemi, come le malattie cardiache e polmonari.

Queste particelle fini, di diametro fino a 2,5 micron (si consideri che la maggior parte delle particelle emesse nell’aria dai filtri particolati è compresa tra 0,1 e 0,3 micron), sono state al centro della ricerca sulla salute e la regolamentazione. Essi sono più stabili di particelle ultra-fini e viaggiano più lontano di particelle grossolane.

Per il loro studio, i ricercatori hanno esaminato i record di nascite nello stato dell’Ohio tra il 2007 ed il 2010, durante il quale si sono verificate più di 19.000 nascite premature, l’8,5 per cento delle nascite totali nell’intero stato. Il team ha poi correlato i dati delle nascita con livelli medi giornalieri di polveri sottili di 2,5 micron, ottenuti da misure di qualità dell’aria registrati dall’ente 57 Environmental Protection Agency (EPA) in tutto lo stato. Hanno così scoperto che un’alto livello delle particelle di 2,5 micron si è verificato frequentemente durante il periodo di studio, facendo aumentare del 19 per cento il rischio di parto prematuro. Valutata anche per trimestri di gravidanza, l’analisi ha mostrato che l’esposizione durante il terzo trimestre ha dato il più alto rischio di parto prematuro, pari al 28 per cento.

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Category: News Salute Scienza e Tecnologia

About Elisa Martellini

Blogger per hobby, receptionist di professione, amo scrivere di cronaca, gossip, intrattenimento, cultura e cucina. Sono una lettrice compulsiva di romanzi thriller, gialli e horror. Sono anche madre di due bimbe che vanno ancora alle scuole elementari. Nel tempo libero...respiro.

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