ExoMars, la sonda invia i primi segnali dallo spazio

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C’è tanta Italia nella missione ExoMars, lanciata alla volta di Marte alla ricerca di vita aliena sul pianeta rosso. Il razzo Proton dallo spazio ha inviato i primi segnali, una conferma molto attesa dai ricercatori.
Il segnale radio di ExoMars è stato captato dalla stazione di Malindi, in Kenya, ma ci sono volute circa 12 ore di spasmodica attesa prima di ricevere la prova che tutto era andato bene.
ExoMars ha svolto al meglio il lavoro per il quale era stato tanto faticosamente progettato, mantenendo un assetto regolare e aprendo senza intoppi i pannelli solari indispensabili per la missione, in quanto proprio dal sole le batterie ricaveranno la loro energia durante il lungo viaggio nello spazio.

l’italiano Paolo Ferri, a capo dell’agenzia spaziale europea, ha commentato con entusiasmo le operazioni, ammettendo la commozione sentita nel momento in cui il fatidico segnale è arrivato.

ExoMars se tutto andrà bene percorrerà 141 chilometri e raggiungerà Marte in circa 7 mesi, verso fine ottobre. Rimarrà nello spazio per 7 anni, il tempo di scattare foto ravvicinate del pianeta rosso e di studiare le tracce di metano e altri gas nell’atmosfera, indizi tramite i quali rilevare la possibilità di vita passata sul pianeta.
Il razzo Proton è equipaggiato anche di un lander al quale è stato dato il nome di un famoso ricercatore italiano, Schiaparelli, che si distaccherà e andrà ad analizzare più da vicino il suolo marziano.

La missione ExoMars ha un’importanza particolare per l’Italia e per l’Europa in generale: aldilà dello scopo per cui è stata programmata, si tratta della prima missione verso Marte compiuta da ricercatori europei e russi, con l’Italia nello specifico che ha svolto un ruolo preponderante nella preparazione.
ESA e ROSCOSMOS hanno unito gli sforzi, sia mentali che finanziari, per il fatidico momento del lancio avvenuto il 15 marzo dalla base di Baikonur in Kazakistan.

Paolo Battiston dell’ASI, ha voluto mettere l’accento sul lavoro di squadra compiuto da europei e russi in un momento nel quale in campo politico e ideologico stiamo assistendo ad aspri scontri. Nello spazio, come spiega Battiston, a differenza di quanto succede sulla Terra si riesce ad essere più uniti.
Battiston ha poi voluto sottolineare il ruolo dell’Italia in ExoMars, che è tutt’altro di secondo piano:
“ExoMars vede l’Italia alla guida dell’Europa alla scoperta di Marte.”

La seconda parte della missione avrà luogo nel 2018.

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