Cellulare in tasca, la “sindrome della vibrazione fantasma”

Cellulare in tasca, la “sindrome della vibrazione fantasma”
Ne sarebbero affetti 9 persone su 10 secondo uno studio del Georgia Institute of Technology

Capita a tutti di sentire vibrare il telefono in tasca, prenderlo e scoprire che nessuno ci ha cercati. Nessuna telefonata, messaggio, o chat. Neanche un’offerta della nostra compagnia telefonica. È la cosiddetta “sindrome della vibrazione fantasma”. Il fenomeno potrebbe essere meglio classificato come un’allucinazione, come se il cervello creasse una sensazione che in realtà non c’è. Questo tipo di situazioni potrebbero andare a sostegno di coloro che ritengono che le moderne tecnologie stanno cambiando il funzionamento del nostro cervello. A essere affetti dalla “sindrome della vibrazione fantasma” sarebbero  9 persone su 10. Questo, secondo uno studio del Georgia Institute of Technology (Usa) condotto su studenti universitari e pubblicato sulla rivista Computers in Human Behaviour. Per fortuna secondo le stime la causa non sarebbe da ricollegare a presunte alterazioni cerebrali indotte dalla tecnologia ma si tratterebbe solo di una questione di abitudine. Gli utenti hanno imparato ad associare vibrazioni del telefono con le notifiche, ed essendo spesso bombardati da sms, chat, telefonate e news è facile sbagliarsi. La dipendenza da smartphone ci farebbe avvertire delle vibrazioni fantasma quando si tratta magari solo di spasmi muscolari. Una altra ricerca del 2007 della Alliant International University ha parlato di “ringxiety”, da “ring”, squillo o suono e anxiety, ansia. Le persone sviluppano un’ipersensibilità al telefono sentendo delle vibrazioni in realtà inesistenti. Del resto, gli smartphone sono diventati elementi estremamente importanti nella nostra vita, la maggior parte degli utenti non lascerebbe mai il telefono a casa.

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