Call Of Duty, gli autori del videogioco citati in tribunale dai figli di un ribelle dell’Angola

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I produttori del popolare videogioco Call of Duty hanno ricevuto una querela da parte dei figli di Jonas Savimbi, un politico e ribelle angolano morto nel 2002, che nello sparatutto Blizzard ha il ruolo di un feroce assassino.

I figli di Savimbi si sono rivolti mercoledì ad un tribunale perché, a detta loro, nel videogioco Call Of Duty Jonas è descritto come un folle barbaro.
Il capitolo della saga incriminato è quello dal titolo Black Ops II.
La corte ha dichiarato che la sentenza nei confronti dell’ Activision Blizzard sarà pronunciata giorno 24 marzo.

Cheya Savimbi, di 42 anni, figlio del guerrigliero, ha espresso in un’intervista il desiderio di riabilitare la memoria di suo padre, il quale ha portato avanti per 27 anni una guerra contro il governo di Luanda.
Jonas Savimbi è stato accusato dall’ONU di crimini contro l’umanità ed è stato ucciso nel 2002 in battaglia.

La scena di Call Of Duty incriminata mostra le truppe del ribelle intente a sparare da un carrarmato contro le truppe governative MPLA.
Savimbi nella clip urla e sbraita contro il nemico, incitando i suoi ad uccidere.
“Lo vediamo che uccide la gente, amputa il braccio dei nemici…lui non è papà”
Ha dichiarato Cheya.

Anche l’Activision Blizzard ha fornito la propria versione dei fatti e si è difesa dalle accuse per bocca del proprio avvocato Etienne Kowalski.
“Era un signore della guerra, c’è poco da contestare.”
Savimbi E’ noto per aver terrorizzato la popolazione e aver finanziato il suo esercito con i cosiddetti diamanti di sangue.
Nel 2002 è stato ucciso dalle truppe governative MPLA.
La sua morte ha aperto la strada ad un accordo di pace che ha messo fine ad uno dei più lunghi e sanguinosi conflitti africani, iniziato nel 1975. Mezzo milione di persone sono morte; 4 milioni sono rimasti senza casa.

Ma Savimbi – in questo caso i figli – non è la prima personalità politica ad intentare causa ai produttori di Call Of Duty. Anche Manuel Noriega, ex dittatore di Panama, aveva querelato il videogioco per essere stato ritratto in cattiva luce. La sua richiesta è stata respinta.

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