Author Archives: Antonino Maniscalco

About Antonino Maniscalco

Sono appassionato di cucina vegana, mi piace molto il cinema d'essai, ma guardo con curiosità anche alle nuove provenienti da Hollywood. Mi interesso ai fatti quotidiani, mi piace scrivere vicende che spaziano dalla cronaca nera alla rosa.

Russia risponde alla NATO, 30 mila soldati lungo il confine con l’Europa

I funzionari russi hanno dichiarato che Mosca creerà tre nuove divisioni per contrastare la massiccia presenza di truppe della NATO in Europa orientale.
Il Ministero della Difesa sta prendendo una serie di misure per contrastare l’espansione delle forze NATO nelle immediate vicinanze del confine con la Russia“, ha dichiarato ufficialmente il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.
Queste tre nuove divisioni, costituite secondo le fonti da circa 10 mila soldati ciascuna – per un totale di 30 mila uomini – verranno istituite entro la fine dell’anno e schierate lungo il confine russo con l’Europa.
La risposta data alla NATO, che ha rafforzato la sua presenza con 4.000 truppe schierate tra la Polonia, l’Estonia, la Lettonia e Lituania, suona forte e decisa e ha tutta l’aria di creare un nuovo blocco mondiale.

La decisione della NATO era stata dettata proprio dalle manovre russe lungo il confine con la Polonia, che avevano talmente preoccupato il governo di Varsavia al punto da chiedere ufficialmente un intervento dell’organo sovranazionale.
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha detto che l’aumento delle truppe dell’alleanza nel Mar Baltico non si sarebbe verificato se la Russia non si fosse inserita nel conflitto Ucraina nel 2014. Stoltenberg ha spiegato infatti che l’implementazione della NATO è stata una reazione all’aggressione russa e al timore che lo stesso possa accadere in Polonia.

Ora l’annuncio ufficiale di misure militari intensificate su entrambi i lati del confine tra Europa e Russia, viene dopo una seria di incidenti nei cieli del Mar Baltico che coinvolge mezzi aerei e navali russi e statunitensi.
La scorsa settimana, un aereo da guerra russo, un Su-27, ha minacciato un aereo spia statunitense nel Mar Baltico, dichiarando che l’aereo spia statunitense volava troppo vicino ad una base militare mentre teneva il suo transponder spento.
In un altra occasione, sempre nel Mar Baltico, un Su-27s ha simulato un attacco contro il cacciatorpediniere statunitense USS Donald Cook, avvicinandosi ad una distanza minima di 75 piedi.

Cate Blanchett, ambasciatrice dell’UNHCR, si reca in Giordania per i rifugiati

Le Nazioni Unite hanno nominato Cate Blanchett ambasciatrice di buona volontà, per contribuire ad aumentare la consapevolezza circa la situazione dei profughi in tutto il mondo. La nomina di Cate Blanchett, l’attrice due volte premio Oscar di origine australiana, va ad aggiungersi a quello di altre star di Hollywood, tra cui Angelina Jolie.
Sono profondamente orgogliosa di assumere questo ruolo,” ha dichiarato Cate Blanchett tramite un comunicato, sottolineando che “non c’è mai stato un momento più cruciale per stare con i rifugiati e mostrare solidarietà… Stiamo vivendo una crisi senza precedenti, e ci deve essere una responsabilità condivisa in tutto il mondo“, ha aggiunto.

La situazione cui fa menzione la Blanchett è davvero critica. Secondo i dati dell’UNHCR (l’Alto Commissariato Onu pe r i rifugiati), l’anno scorso circa 60 milioni di persone in tutto il mondo sono state sfollate dalle loro case, e più di un terzo di loro viveva come rifugiati.

Ci si sente come se fossimo davanti ad un bivio, imbocchiamo il sentiero compassionevole o imbocchiamo il sentiero di intolleranza?“, Ha detto l’attrice premio Oscar per il film di Woody Allen ‘Blue Jasmine‘. “Come madre, voglio che i miei figli imbocchino il sentiero della compassione“, ha aggiunto.
In vista della sua fresca nomina, la Blanchett si è recata in Giordania a vedere con i propri occhi la massiccia operazione messa in atto dallo stato mediorientale per aiutare le migliaia di persone sfollate dalle loro case in Siria, dopo cinque anni di conflitto. Lì ha incontrato le famiglie di profughi e ha ascoltato le loro storie.
Filippo Grandi, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha detto lunedì che Cate Blanchett “ha già dimostrato grande impegno per la causa,” per la sua presenza in Giordania, dicendo in aggiunta che gli “ambasciatori di buona volontà giocano un ruolo fondamentale nella creazione di una migliore comprensione del pubblico e il sostegno ai rifugiati.”

Libero arbitrio? E’ solo un trucco del cervello

Il libero arbitrio cosa è in fin dei conti? A spiegarcelo basta un’approfondita disamina di carattere etico-filosofico oppure uno studio scientifico sarebbe più preciso? Tutti crediamo che ogni nostra scelta, anche la minima, si basi su questo libero arbitrio. Eppure ci sono dei meccanismi reconditi che sottendono ad ogni nostra decisione, tanto che persino la pi semplice risulta dettata da queste esigenze, cui siamo indissolubilmente legati e dipendenti.

Lo studio, condotto dai neuroscienziati presso la Yale University, e si applica solo alle scelte effettuate in brevi periodi di tempo. Ma hanno trovato prove sufficienti per dichiarare che noi tutti non prendiamo alcuna decisione prima che un’azione accada, anche se pensiamo che sia così.
Esattamente come funzioni il meccanismo del libero arbitrio non è ancora noto agli autori dello studio, ragion per cui si tratta al momento solo di un’ipotesi che ha bisogno di ulteriori test, ma i ricercatori di Yale sostengono che potrebbe rivoluzionare il nostro concetto di libero arbitrio, se nel tempo la loro analisi risultasse esatta.
Il test si è basato su un esperimento in cui gli autori hanno messo in luce i meccanismi di cui si compone una scelta prima di ogni azione. Chiedendo a 25 volontari di fissare la propria attenzione su cinque cerchi bianchi in posizioni casuali, apparsi sullo schermo del computer, tra i quali avrebbero dovuto indovinare quello che da lì a breve sarebbe diventato rosso.
Se non avevano abbastanza tempo, potevano semplicemente indicarlo, altrimenti dovevano rispondere “sì” o “no”: “sì” se avessero scelto il cerchio giusto, o “no” se avessero scelto quello sbagliato.
Hanno ripetuto il testo più volte: il risultato finale dice che hanno risposto “sì”, in media, solo il 20 delle volte. Ma quando i ricercatori hanno analizzato i risultati, hanno scoperto che gli studenti stavano indovinando più spesso – oltre il 30 per cento delle volte in cui i cerchi diventavano rossi velocemente.

Questo modello di risposta suggerisce che le menti dei partecipanti a volte avevano scambiato l’ordine degli eventi in consapevolezza, creando l’illusione che una scelta aveva preceduto il cambiamento di colore quando, in realtà, è stato distorto da essa“, spiega Adam Orso, uno degli autore di Yale.
Forse nei momenti in cui sperimentiamo una scelta, la nostra mente sta riscrivendo la storia, ci inganna a pensare che questa scelta – che è stata effettivamente completata dopo che le sue conseguenze sono state inconsciamente percepite – è stata una scelta che avevamo fatto per tutto il tempo“.

E così questa nuova ricerca giunge ad un risultato amaro e suggerisce che la nostra idea di ‘scelta di coscienza’ non potrebbe effettivamente esistere su una vasta scala, poiché il libero arbitrio in realtà non è niente di più che un giochetto del nostro cervello. Ovvero, in altre parole, noi non facciamo alcuna decisione libera, stiamo solo dicendo a noi stessi che l’abbiamo fatta.

Nasce il gin contro l’invecchiamento, distillato con collagene

Quante volte abbiamo sentito dire di sostanze che possono combattere l’invecchiamento? Questa volta tocca al gin, il super-acolico, che si ottiene dalla distillazione della bacca del ginepro.
Un nuovo tipo di gin, non a caso chiamato Anti-aGin (un gioco di parole costituito dal termine anti-ageing, ovvero anti-invecchiamento), ha la pretesa di essere la prima bevanda alcolica distillata con ingredienti contro l’invecchiamento della pelle.
Questo nuovo gin è stato distillato con collagene puro, la sostanza che tiene insieme la pelle e che si esaurisce con il tempo.
La Warner Leisure Hotels, società che ha commissionato la bevanda, spiega che gli ingredienti del gin sono stati appositamente scelti per le loro qualità rivitalizzanti, in grado di ricostituire la pelle danneggiata dal sole, inibendo la formazione di cicatrici, derivanti dalla cellulite.
Il gin è il 40% di alcol, ma in aggiunta, oltre al collagene in questo nuovo distillato possiamo trovare amamelide, tè verde, ortica e centella – una pianta che viene utilizzata per il trattamento di vari disturbi che possono influenzare l’aspetto della pelle come la psoriasi e le vene varicose.

Il creatore della bevanda, un uomo di origine inglese, chiamato Nicky Hambleton-Jones, un esperto di anti-invecchiamento, ha pubblicizzato la sua nuova ricerca  direttamente su un canale della Tv inglese.
Bisogna però fare attenzione, poiché al momento non ci sono molte prove scientifiche che questo gin promuova davvero la ricostituzione del collagene della pelle. E’ vero che gli integratori di collagene, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology, se presi ogni giorno aiutano a mantenere la pelle idratata e levigata. Ma nessuno studio è stato ancora fatto per controllare quali effetti abbia il collagene mescolato con il gin. Insomma al momento sembra si tratti per lo più di pubblicità e ad un prezzo non proprio conveniente, dal momento che è possibile acquistarlo al prezzo di 45 euro.

Australia, un fiume va a fuoco, è carico di gas metano, tragedia al Codamine River

Un fiume del Queensland, in Australia, offre una scena davvero insolita: delle fiamme si alzano dalla sua superficie, cosparsa di gas metano, non appena Jeremy Buckingham, deputato del NSW, avvicina un accendino alla superficie dell’acqua. Per il deputato i colpevoli sono da ricercare nell’industria dei giacimenti di gas.

Sono rimasto scioccato dalla forza dell’esplosione, quando ho verificato che il gas che ribolle nel fiume Condamine, Qld era infiammabile,” ha scritto il deputato sul suo profilo Facebook, che nel filmato lo dimostra accostando appena un accendino alla superficie del Codamine River. “Tanto gas sta bollendo attraverso il fiume dando vita ad una fiamma enorme. C’era il timore che l’estrazione del gas dalla giacitura di carbone potesse spingere il gas ad attraversare la roccia“. E così in realtà è stato
Il video è stato condiviso da più di 20.700 persone nel giro di una sola mattina.

Il metano si vede filtra nel fiume nei pressi di Chinchilla, nel sud-ovest del Queensland. Il fatto era già stato segnalato nel 2012, dando il via ad una serie di indagini. Ma ora la tragedia è esplosa.
Questa zona è stata perforata con migliaia di pozzi CSG e fratturazioni idrauliche. Questo fiume per chilometri sta bollendo con il gas e ora è in fiamme“, ha detto Jeremy Buckingham.
Questo è il futuro dell’Australia e del Murray-Darling, se non fermiamo le fratturazioni idrauliche che si ha intenzione di diffondere tra tutti gli stati e … questo è assolutamente inaccettabile“.

In Italia è allarme ambientale per il petrolio che ha inquinato il torrente Polcevera

Intanto in Italia la situazione non è migliore, dal momento che il torrente Polcevera, in Liguria, ha rilasciato il suo petrolio in mare, che teneva già da domenica scorsa. Le barriere messe in atto per il contenimento hanno infatti ceduto, rilasciando il contenuto alla foce del fiume e cominciando ad distruggere il suo habitat. L’allarme ambientale sta raggiungendo proporzioni preoccupanti. Il tutto a meno di una settimana del rinnovo sulle concessioni per le trivelle.

Muore Maggie, il cane più vecchio del mondo, aveva 30 anni

Maggie era un cane australiano di razza Kelpie, che si è spento questa mattina alla veneranda età di 29 anni e 5 mesi. Secondo il proprietario, e non solo lui a dire il vero, Maggie era il cane più vecchio del mondo.
Maggie ha vissuto nel caseificio di Brian McLaren nel Woolsthorpe meridionale, in Australia, dove era arrivata quanto aveva compiuto appena otto settimane di vita, nel 1986.
L’abbiamo presa quando era solo un cucciolo. Noi crediamo che lei fosse piuttosto abbastanza vicino ai 30 anni, se no le aveva almeno 29 anni e mezzo“, ha detto il suo padrone.

Secondo il Guinness World Records, l’età più alta mai fatta registrare da un cane è di 29 anni e mezzo (come quella di Maggie secondo Brian McLaren) ed è stata raggiunta da un cane da lavoro australiano di nome Bluey.
La famiglia McLaren ha portato Maggie casa prima che loro figlio, che ora ha 34 anni, avesse cominciato a frequentare la scuola.
Quando i bambini stavano crescendo scendevano dal bus alle 4:10 pm (ora pomeridiana) e se non c’erano, lei si metteva ad abbaiare alle 4:15“, ha detto ancora McLaren, ricordando eventi già lontani per la vita di un uomo, lontanissimi per quella di un cane.

Maggie nella fattoria si era sempre occupata delle mucche, lavoro che ha svolto fino a 12 anni fa, dopo di che le sue condizioni fisiche, aggravate da un’età abbastanza insolita per un cane, hanno indotto il proprietario a metterla in pensione.
Non era coccolata ma era ben curata in fin dei conti. Ha sempre avuto il latte – non troppo, ma amava il suo latte – e qualsiasi altra cosa avesse voluto“, inoltre “Amava inseguire la moto. Amava correrci accanto, così più andavi veloce, più veloce correva… Ha avuto una vita molto bella.” Poi Maggie si è spenta serenamente, rannicchiata nel suo letto, nella notte di Domenica.
La cosa migliore nelle ultime due settimane settimane, ero pietrificato stavo per farla abbattere, e quello mi stava spezzando il cuore… Sono così contento che se ne sia andata in questo modo“.

Altro che Isola dei Famosi: Jeremy Wade di River Monster trova un vero naufrago

La troupe cinematografica di River Monster, programma in onda su Animal Planet, ha fatto una scoperta sorprendente durante le riprese della serie lo scorso anno.
Mentre stavano veleggiando a largo dell’immensa costa nord dell’Australia, Jeremy Wade e il suo team si sono imbattuti in un vero e proprio naufrago, salvandogli la vita da una morte quasi certa.
L’equipaggio erano alla ricerca di un Queensland Grouper, per un episodio opportunamente chiamato Death Down Under nella serie passata di River Monster, ma il filmato del salvataggio del naufrago è stato rilasciato solo recentemente al pubblico.
La loro ricerca li ha portati nei pressi di Barranyi North Island al largo della costa del Territorio del Nord, in Australia.
Inizialmente l’equipaggio di River Monster ha avvistato qualcosa sugli scogli, situazione che naturalmente li ha spinti a scherzare su Tom Hanks e sul noto film Cast Away. Ma poco dopo la risata gli si è bloccata in gola, quando hanno visto un uomo correre fuori da una grotta senza vestiti. La sua disastrosa situazione è divenuta ancora più evidente a Jermey Wade e gli altri, dopo che l’uomo si è disperatamente gettato in acqua e si è messo a nuotare verso la loro barca.

IL team di River Monster commenta il salvataggio del naufrago

Il naufrago, un pescatore identificato solo con il nome di Tremine, aveva perso la sua barca due giorni prima, quando si era allontanato per cercare delle ostriche. Senza acqua ed esposto alle intemperie ha ceduto rapidamente per il caldo e la disidratazione. “Un altro giorno sulla spiaggia e sarebbe potuto morire“, ha detto Jeremy Wade.
“Qui fuori in piena estate australiana, bloccato senza acqua e riparo la tua sopravvivenza è limitata a due, forse tre, giorni.” Ha detto il direttore di River Monster Stephen Shearman, aggiungendo: “Questo ragazzo è super esperto, pesca molto, conosce il paesaggio, conosce i pericoli, e tuttavia ha ceduto così presto. Tutto andava bene, e nel giro di due o tre ore, nulla è andato più bene.”

Allarme fuoriuscita petrolio a Genova, lo stesso giorno del referendum trivelle

E’ allarme a Genova, dove lo sversamento di petrolio, sta rischiando di causare dei seri danni ambientali. La notizia suona quasi come una beffa: la fuoriuscita è avvenuta ieri sera intorno alle ore 19, ma sembra diffondersi ufficialmente su tutti i maggiori quotidiani solo a partire dalla prime ore del mattino, a referendum ormai concluso.

Due squadre di vigili del fuoco sono attualmente impegnate sul campo nel tentativo difficile tentativo – una vera e propria corsa contro il tempo, di ridurre i danni ambientali causati da uno sversamento di petrolio allo stabilimento della Iplom, nei pressi di Fegino, Genova. Secondo i primi accertamenti fatti dalle autorità intervenute sul posto, da una condotta del deposito sarebbe fuoriuscito del petrolio, che si è subito riversato in due corsi d’acqua posti nelle immediate vicinanze: il Pianego ed il Fegino, confluendo poi da quest’ultimo nel torrente Polcevera.

I vigili del fuoco hanno collocato le panne anti-inquinamento, coperto il petrolio con degli speciali schiumogeni e poste delle barriere protettive, nel tentativo di ridurre l’impatto ambientale, ma già diverse svariate decine di metri cubi di petrolio si sono diffuse nel torrente Polcevera. Lo sversamento è durato per parecchie ore – quasi tutta la notte, dal momento che i vigili del fuoco all’opera sono riusciti ad interrompere il flusso intorno all’una.
Ora si teme per i gas ed altri vapori cancerogeni causati dalla fuoriuscita di petrolio possano diffondersi nella zona. Già misure di allerta massima sono state adottate in un centro delle vicinanze, dove le scuole sono state chiuse. Intanto il rischio per l’inquinamento delle falde acquifere, della fauna e della flora fra i tre corsi d’acqua resta alto.

Soltanto prospezioni a lungo termine potranno verificare se le falde acquifere sono state compromesse. Il petrolio però perduto non sembra comunque aver raggiunto il mare.
Intanto la magistratura di Genova ha già aperto un’inchiesta per capire le dinamiche del disastro ed eventuali colpevoli. Un caso che nello stesso giorno del referendum in cui gli italiani erano stati chiamati a decidersi sulle trivelle (riguardanti per lo più l’estrazione di gas), suona quasi come un ammonimento, e non solo come una fatale coincidenza.

Pescato pesce spada da 370 chili nel mare della Tasmania

Si dice che i pesce spada più grandi vivano al largo della costa della Tasmania. Diversi esemplari di dimensioni titaniche sono stati avvistati e contrassegnati in questi anni, e la pesca nel tratto di mare è di solito molto fiorente, ma il pesce spada catturato oggi e portato sulle banchine del porto di St Helens è forse l’esemplare più grande mai pescato.

Era il più grande pesce spada catturato nella storia australiana. Pulito pesava 354 chili, quindi probabilmente pesava tra i 370 e i 380 chilogrammi intero. Dovrebbe essere il nuovo record australiano.”
Nel marzo dello scorso anno, i pescatori della Tasmania hanno pescato un altro pesce spada del peso di 263 chilogrammi, allora fu già un record, ma il nuovo esemplare batte di gran lunga il precedente, quasi 100 chili di differenza.

Mark Nikolai della ‘The Tasmanian Association for Recreational Fishing‘ ha detto in una inchiesta del Senato che almeno 50 grandi pesce spada giganti sono stati pescati nel corso degli ultimi due anni.
Si tratta di un tipo di pesca fiorente per la Tasmania,” ha detto.
L’Istituto di Studi antartici si sta occupando delle specie nelle acque della Tasmania.
Gli esperti del IMAS hanno contrassegnato altri tre pesci al largo di St Helen durante la scorsa settimana, il che è molto emozionante“, ha detto lo specialista di pesca Leo Miller
Speriamo che nel tempo, da sei a nove mesi, sapremo molto di più circa i movimenti di questi pesci, da dove provengono, dove stanno andando e che cosa stanno facendo, in modo da poter rendere possibile questo pesca magica da qui a 50 anni di tempo e eventualmente svilupparla in qualcosa di eccitante come  lo è la pesca del pesce Marlin a Cairns“.

Giappone, nuova scossa di terremoto, causa 1500 feriti e circa 20 vittime

Una seconda scossa di terremoto ha colpito la parte meridionale Giappone, uccidendo almeno 18 persone e lasciando circa 1500 feriti e altre centinaia senza tetto.
Il forte sisma ha avuto il suo epicentro nella prefettura di Kumamto, dove molti edifici sono stati distrutti, provocando anche una potente frana. Tra gli edifici che sono stati ridotti in macerie, vi è anche un dormitorio universitario, in cui sono morti almeno due studenti. Nel frattempo, un grande incendio scoppiato in un complesso di appartamenti nella città di Yatsushiro ha ucciso una persona, come ha confermato un ufficiale di polizia.

Questo nuovo sisma è arrivato a poco più di un giorno di ritardo da una prima scossa di terremoto, che è costato la vita a nove persone
Il sisma è avvenuto precisamente sull’isola sud-occidentale di Kyushu ed è stato seguito da un’ondata di scosse di assestamento minori.
Capo di gabinetto Yoshihide Suga ha detto circa 1.500 persone sono rimaste ferite, e di queste circa 80 si trovano attualmente in gravi condizione, ma ha avvertito che il pesante bilancio è purtroppo destinato ad aumentare, dal momento che i dispersi sono molti.
Il bilancio delle vittime totale provocato da entrambi i terremoti si attesta intorno alle 27 vittime.

Forti venti e una pioggia sono adesso attesi, e si teme possano complicare ulteriormente le operazioni di salvataggio già rese difficili.
Il governo del Giappone ha risposto però in maniera rapida all’emergenza, schierando sul campo circa 20 mila operatori tra cui i vigili del fuoco e medici ed esercito
L’Agenzia Meteorologica del Giappone tramite un suo ufficiale, Gen Aoki, aveva già preannunciato che la scossa di giovedì avrebbe fatto da precursore a scosse più potenti.
L’ultima scossa era di magnitudo 7.3, più forte della precedente di giovedì, costringendo l’Agenzia inizialmente ad emettere un allarme tsunami per la costa occidentale di Kyushu, poi fortunatamente rientrato