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27 gennaio: giornata della Memoria

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo…

…che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

2 Commenti

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2 Risposte a “27 gennaio: giornata della Memoria”

  1. 1

    chiara dice:

    non si può rimanere indifferenti di fronte all’evidente realtà di poveri innocenti morti per le loro origini ebree…non dimenticare vuol dire considerare la storia come “magistra vitae” e riuscire a trovare uno spiraglio di speranza anche dove regna la morte…imparare dagli eventi accaduti per non ricadere più negli errori deve essere il nostro obiettivo.purtroppo però non siamo ancora riusciti a capirne la gravità e continuiamo a ripercorrere la stessa strada con gli immigrati di rosarno;facciamo nostra allora la riflessione fatta da Primo Levi!!!!!!!
    PER NON DIMENTICARE…
    …MAI!!!!

    (Segnala come inappropriato)

  2. 2

    Sognatrice dice:

    “Meditate che questo è stato:
    vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    stando in casa andando per via,
    coricandovi, alzandovi.
    Ripetetele ai vostri figli.”

    (Segnala come inappropriato)

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