Gli Africani salveranno Rosarno.
Pubblicato da redazione
E, probabilmente, anche l’Italia. Recita il titolo del libro curato da Antonello Mangano e pubblicato esattamente un anno fa.
Quasi un prologo ai drammatici fatti accaduti di recente nel paese della Piana di Gioia Tauro, dove sono i migranti a svolgere le mansioni di braccianti agricoli, ormai pressochè abbandonate dai nativi.
In uno spicchio di sud oppresso dalla malavita organizzata, feudalizzato dalle strutture dei clan, a fare rumore non sono i residenti abituali, ma i migranti “clandestini”, quelli senza documenti nè diritti, vessati a tal punto dal sistema da superare il confine del silenzio e della rassegnazione. A volto scoperto. Adesso costretti alla fuga dalla caccia all’uomo e dalle persecuzioni della malavita, ma anche da quelle razziste della popolazione di Rosarno.
Vengono per la maggior parte dall’Africa, il cuore del Terzo Mondo, quelli che hanno mostrato agli Italiani – specie a quelli meridionali - una possibile via di salvezza.
3 Commenti
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3 Risposte a “Gli Africani salveranno Rosarno.”
Spiacente, i commenti sono chiusi.







1
Rebbi dice:
Pubblicato il 18 01 2010 alle 20:56
c’è chi ha scritto su un muro:
immigrati, per favore, non lasciateci soli con gli italiani!
quanto è vero che abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi sempre la bellezza della diversità umana!
e quanto è vero che ci sentiamo sempre superiori, e finchè ci sentiremo superiori non sarà possibile creare amicizia!
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2
Ale dice:
Pubblicato il 27 01 2010 alle 22:29
Sono di Gioia Tauro e posso dire di aver vissuto da vicino i fatti avvenuti a Rosarno, paese che dista soli 8-10 km. Penso che la rivolta degli immigrati sia nata dall’ insifficienza delle condizioni necessarie per vivere. Forse i rosarnesi non si sono ancora resi conto del tesoro che hanno perso, o quasi. Chi lavorerà per loro per pochi spiccioli? Chi accetterà di “vivere” in orribili condizione e versare anche una quota di affitto alla mafia? Non dobbiamo vergognarci di dire queste cose. Dobbiamo gridarle perchè anche il silenzio è mafia. Solo parlandone si può iniziare a cambiare qualcosa!
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3
Ele dice:
Pubblicato il 28 01 2010 alle 15:24
sono d’accordo con te. i fatti accaduti riempiono di una tristezza enorme e come hai scritto tu non dovrebbe di certo essere un problema questa tanto discussa “diversità”. anzi, una bellissima ricchezza che può aiutare a far crescere di livello certe nostre realtà locali molto spesso troppo chiuse nel loro guscio.
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