Archivio per giugno, 2010
La “battaglia” della Nutella
Pubblicato da redazione
Il Parlamento europeo ha approvato con un voto combattuto la direttiva sulle etichette alimentari, stabilendo il principio secondo cui i prodotti che hanno più di 10 grammi di grasso ogni 100 non possono fare pubblicità con slogan nutrizionali o salutistici. Addio spot con la nazionale o coi campioni dello sport: la Nutella e le sue sorelle potrebbero anche sparire dagli schermi delle televisioni.

La norma non è solo questo. L’obiettivo è di rendere più sicuro il consumo dei prodotti alimentari, intoducendo, ad esempio, l’obbligo di indicare sulla confezione – in etichetta e sulla faccia principale – le quantità di grassi, grassi saturi, glucidi, sale e calorie contenute. Continua..
Il business delle armi
Pubblicato da redazione
Uno dei “silenziosi” retroscena dei fatti di attualità più recenti. Arriva forte il messaggio della “Rete italiana per il disarmo”: “Dopo l’assalto delle navi pacifiste dirette a Gaza, serve una presa di responsabilità anche da parte del nostro paese”.
“Nel corso degli ultimi due anni, le vendite autorizzate verso il governo di Gerusalemme hanno superato complessivamente i due milioni di euro-spiega l’analista Giorgio Beretta- ed hanno riguardato armi di grosso calibro, apparechiature elettroniche, aerei”. Non è tutto: anche l’Italia acquista armi da Israele, negli ultimi due anni per un valore di 50 milioni di euro.
Lo scambio è tutelato da un accordo di cooperazione bellica del 2005, che di fatto non permette un reale controllo, da parte del Parlamento e dell’opinione pubblica, sulla finalità degli armamenti.
L’articolo 11 della Costituzione Italiana vieta, tra l’altro, cooperazioni militari bilaterali non controllate da organismi internazionali come l’Onu, a maggior ragione in aree “calde” come la Palestina, dove l’attenzione dovrebbe essere molto maggiore.
Certo il caso Italia-Israele è solo uno fra i tanti che si potrebbero analizzare. Per questo il business delle armi è una questione etica spinosa e non può lasciarci indifferenti.
Falcone e Borsellino: eroi del nostro tempo!
Pubblicato da redazione
Il 23 Maggio scorso si è celebrato il diciottesimo anniversario della strage di Capaci. I giovani non vogliono dimenticare la testimonianza di lotta alla mafia di due grandi personaggi del nostro tempo, che avevano fatto del loro mestiere una vera e propria missione: liberare la società civile dall’oppressione della mafia. Due giudici siciliani che quando erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e che fra i loro compagni di gioco c’erano anche alcuni ragazzi che probabilmente sarebbero diventata uomini di “Cosa Nostra”. Forse proprio il fatto di essere siciliani, nati e cresciuti a contatto diretto con la realtà di quella regione, era la loro forza: infatti capivano e interpretavano bene il linguaggio, il senso dell’onore e le azioni di quel mondo!
Due vite spese per estirpare quella piaga sociale, che a due mesi di distanza l’una dall’altra si sono spente sotto il fragore di due potenti esplosioni!
Ma la loro lotta non si è fermata, il loro esempio guida ancora adesso tutti coloro che combattono per lo stesso ideale, tanto da far ammettere a questo pezzo di Sicilia “Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe!”…e infatti, in un presente che sembra dimostrare il contrario, in cui sembra quasi caduto nel dimenticatoio il grande sacrificio dei due Giudici, migliaia di siciliani lottano nel silenzio di ogni giorno contro la mafia.
Due personaggi che sono l’emblema della legalità e di una lotta ‘pulita’, della volontà di quanti vogliono ribaltare il sistema che grava su una Sicilia (e non solo!) che invece vuole brillare di altra luce!
Ed ecco perché numerosi film parlano ancora di loro, la creazione di un cartoon per arrivare meglio ai più piccoli, canzoni per i giovani scritte da cantanti che con i loro strumenti vogliono dare la loro testimonianza! Ebbene no, diciotto anni dopo, la gente non vuole (ancora!) dimenticare!!!
“Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” Giovanni Falcone






