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Archivio per dicembre, 2008

Strade da percorrere…

Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare.
La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero.
Non è la strada giusta.  Rifletti un poco.  Affronti allora la seconda. 
Rifletti nuovamente ma non scegli ancora.
 Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. 
Così non rischierai più nulla. 
Qualche volta, lascia passare una giornata prima di risolvere il tuo problema. 
Attendetevi che i fiumi scorrano al contrario allo stesso modo che ogni uomo nato libero sia contento d’ essere rinchiuso entro limiti precisi senza la libertà di andare dove vuole.
Lungo il cammino delle vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. 
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete! Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell’aurora, per la vita che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo. 
Ringrazia il tuo Dio anche per il cibo che ti dà e per la gioia della vita. 
Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore.
Ogni alba è un simbolo sacro. 
Sì, perché sacra è ogni giornata, quando nostro Padre Wakan Tanka ci manda la luce. Pace non è solo il contrario di guerra, non è solo lo spazio temporale tra due guerre…. Pace è di più. 
E’ la legge della vita. 
E’ quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere regna la giustizia.
 

Diablo, Apache della Montagna Bianca

E’ Natale – Madre Teresa di Calcutta

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E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà  fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà 
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Avvento in musica. 7 antifone tutte da riscoprire

Si cantano una al giorno (a partire dal 17 dicembre fino alla vigilia di Natale), al Magnificat dei vespri. Sono molto antiche e ricchissime di riferimenti alle profezie del Messia. Le loro iniziali formano un acrostico. Questo settenario è molto antico, risale al tempo di papa Gregorio Magno (siamo intorno al 600). Le antifone sono in latino e si ispirano a testi dell’Antico Testamento che annunciano il Messia.
All’inizio di ciascuna antifona, nell’ordine, Gesù è invocato come Sapienza, Signore, Germoglio, Chiave, Astro, Re, Emmanuele. Nell’originale latino: Sapientia, Adonai, Radix, Clavis, Oriens, Rex, Emmanuel.
Lette a partire dall’ultima, le iniziali latine di queste parole formano un acrostico: “Ero cras”, cioè: “[Ci] sarò domani”. Sono l’annuncio del Signore che viene. L’ultima antifona, che completa l’acrostico, si canta il 23 dicembre. E l’indomani, con i primi vespri, comincia la festività del Natale.

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Cultura Indiana…

Amici miei, quanto disperatamente abbiamo bisogno di essere amati e di amare. Quando Cristo disse che l’uomo non vive di solo pane, parlava di una fame. Questa fame non era quella del corpo. Non era la fame di pane. Parlava di una fame che ha origine nel profondo del nostro essere. Parlava di un bisogno necessario come l’aria che respiriamo, parlava del bisogno d’amore. L’amore è qualcosa che tu ed io dobbiamo avere. Dobbiamo averlo perché il nostro spirito si nutre di esso. Noi dobbiamo averlo perché senza di esso noi perdiamo le nostre forze e ci indeboliamo. Senza amore la nostra autostima viene meno. Senza di esso il nostro coraggio viene a mancare. Senza amore non sappiamo affrontare con sicurezza il mondo. Ci ripieghiamo su noi stessi e cominciamo a trovare nutrimento nelle nostre stesse personalità. E così, poco a poco, ci distruggiamo. Grazie ad esso siamo creativi. Grazie ad esso procediamo infaticabilmente. Grazie ad esso, e solamente grazie ad esso, siamo capaci di sacrificarci per gli altri.”

Capo Dan Gorge

Auguri tutti musicali…


Ognuno le canta a modo suo… Sempre le stesse ma sempre diverse…

Questo è l’anno di Irene Grandi che si aggiudica il disco d’oro…

 

Auguri speciali…

Un post speciale per l’Avvento: i giovani e i giovanissimi italiani e della Terra Santa possono scambiarsi qui i loro auguri, come segno di amicizia e di pace! Un piccolo gesto che farà sentire più vicini l’Italia e la terra di Gesù…

A special post for the Advent time: this is the place where young people of Italy and Holy Land can exchange and send to each other greetings, as a sign of friendship and peace! A small sign to make closerItaly and the land of Jesus…

I Simboli del Natale

Ormai il Natale è nell’aria. Ovunque si vedono addobbi e simboli vari, ma proviamo ariscoprire il significato di tutti questi simboli, che ormai rischiano di essere dimenticati, soppiantati da una mentalità unicamente esteriore e consumistica. Allora, iniziamo…

Le campane di Natale              mmm05nat03.gif

   Le campane divennero parte fondamentale del culto natalizio intorno al 400 e il loro suono che chiamava a raccolta i fedeli per la messa fu il primo legame con il natale, un’associazione che continua ancora oggi. Si racconta che mentre tutti i pastori si recavano a far visita a Gesù Bambino, sul ciglio della strada giaceva un bambino cieco, desideroso anche lui di andare a far visita al neonato Re. Ma nessuno si curava di lui. Quando scese la notte il bambino sentì in lontananza il rintocco di una campana da bestiame. Pensò che si trattasse della mucca che si trovava nella stalla di Gesù Bambino. Seguendo il suono di quella campana, arrivò fino alla mangiatoia dove si trovava il Piccolo Re. In Inghilterra il 21 dicembre si festeggia l’arrivo del natale con le campane… In Scandinavia le campane annunciano la fine del lavoro e l’inizio dei festeggiamenti.  Sappiamo che san Nicola porta una campanella durante la sua visita; in Italia la befana suona un campanello mentre scende per il camino; in Ungheria le campane degli angeli suonano per annunciare che i regali dei bambini sono stati consegnati. Molti canti natalizi usano le campane come metafore della gioia e della speranza natalizia.

Buona adesione a tutti!

Che gioco interessante…

“Ma dì un po’, come fai ad amare una tale marmaglia di uccelli che ha tentato addirittura d’ammazzarti?”
“Oh, Fletch, non è mica per questo che li ami! È chiaro che non ami la cattiveria e l’odio, questo no. Ma bisogna esercitarsi a discernere il vero gabbiano, a vedere la bontà che c’è in ognuno, e aiutarli a scoprirla da se stessi, in se stessi. È questo che intendo io per amore. E ci provi anche gusto, una volta afferrato lo spirito del gioco.”

 ”Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach

Buon cammino d’Avvento a tutti!

per un avvento da pellegrini...“La parola che riassume questo particolare stato, in cui si attende qualcosa che deve manifestarsi, ma che al tempo stesso si intravede e si pregusta, è “speranza”. L’Avvento è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo”. BXVI