Archivio per la categoria 'Mondo'
«Crea un logo “sporco” per Bp»
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Greenpeace lancia un concorso di idee, invitando i suoi sostenitori ad inventare il marchio che sarà usato nelle prossime campagne. Il logo di Bp, la compagnia petrolifera proprietaria della Deepwater Horizon, la piattaforma su cui si è verificata l’esplosione da cui si è generata la falla che dallo scorso 20 aprile sta riversando greggio nelle acque del Golfo del Messico, è una sorta di girasole stilizzato con gradazioni di colore che vanno dal bianco al giallo, al verde. Ma visto quanto accaduto e considerando che a detta di Greenpeace l’attività della compagnia è un «dirty business», ovvero affari sporchi, così come sporchi sono ora il mare e le coste inquinati dal petrolio, gli ambientalisti hanno lanciato dalla versione britannica del loro sito web una sorta di concorso. Quello con una sagoma di un pellicano che emerge dal petrolio è finora il più votato.
Il business delle armi
Pubblicato da redazione
Uno dei “silenziosi” retroscena dei fatti di attualità più recenti. Arriva forte il messaggio della “Rete italiana per il disarmo”: “Dopo l’assalto delle navi pacifiste dirette a Gaza, serve una presa di responsabilità anche da parte del nostro paese”.
“Nel corso degli ultimi due anni, le vendite autorizzate verso il governo di Gerusalemme hanno superato complessivamente i due milioni di euro-spiega l’analista Giorgio Beretta- ed hanno riguardato armi di grosso calibro, apparechiature elettroniche, aerei”. Non è tutto: anche l’Italia acquista armi da Israele, negli ultimi due anni per un valore di 50 milioni di euro.
Lo scambio è tutelato da un accordo di cooperazione bellica del 2005, che di fatto non permette un reale controllo, da parte del Parlamento e dell’opinione pubblica, sulla finalità degli armamenti.
L’articolo 11 della Costituzione Italiana vieta, tra l’altro, cooperazioni militari bilaterali non controllate da organismi internazionali come l’Onu, a maggior ragione in aree “calde” come la Palestina, dove l’attenzione dovrebbe essere molto maggiore.
Certo il caso Italia-Israele è solo uno fra i tanti che si potrebbero analizzare. Per questo il business delle armi è una questione etica spinosa e non può lasciarci indifferenti.
Acqua libera?
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L’acqua, un diritto prezioso che molti sono interessati a “comprare”: aziende e società si spartiscono il controllo della sua gestione e della sua distribuzione, nel mondo e nel nostro paese. Rendere commercializzabile e privato un diritto fondamentale equivale a rendere tale anche la vita delle persone… Ascoltate cosa ha scritto Padre Alex Zanotelli, che riporta alcuni esempi interessanti, e diteci com’è la situazione da voi. L’acqua c’è sempre? Da chi è gestita? Chi la paga? Qualcuno la spreca?
Tolleranza 0 per la pena di morte
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Nel 2009, almeno 714 persone sono state messe a morte nel mondo. Lo rende noto l’ultimo rapporto di Amnesty International, precisando che dal totale mancano i dati della Cina. Una cifra che tuttavia è di molto inferiore a quella reale. Ed è proprio per la mancanza di trasparenza mostrata da alcuni governi che sorge la protesta della Organizzazione per i diritti umani: non pubblicare i dati registrati in Cina finché il suo governo non li renda pubblici. I Paesi con il più alto numero di esecuzioni si trovano tutti nell’area mediorientale: Iran, con almeno 388 persone messe a morte, Iraq (120) e Arabia Saudita (69). Al quarto posto gli Stati Uniti, con 52 esecuzioni. Ed è soprattutto in Medio Oriente e Africa del Nord, dove sono state rilevate almeno 624 esecuzioni, che Amnesty mette in primo piano l’uso politico della pena di morte, inflitta ora per ridurre al silenzio gli oppositori, ora per promuovere agende politiche, come avviene in Sudan e Iran, oltre alla Cina.
Le buone notizie provengono invece dall’Europa, dove per la prima volta da quando Amnesty ha iniziato a raccogliere i dati, non c’é stata alcuna esecuzione. L’unico Paese che mantiene ancora la pena capitale è la Bielorussia. Il 2009 è stato il primo anno di totale inattività anche per i boia di Afghanistan, Indonesia, Mongolia e Pakistan: “Come in passato con la schiavitù e l’apartheid il mondo sta respingendo questo affronto all’umanità. Siamo più vicini a un mondo libero dalla pena di morte ma fino a quel giorno bisognerà opporsi a ogni esecuzione”, è il commento di Amnesty.
Continueremo a ribadirlo, ogni anno, ogni mese ed ogni giorno: potremo dirci un mondo giusto solo quando il numero reale dei condannati a morte sarà pari a zero.
In Olanda si scioglie il partito “pro-pedofili”
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Sulla pedofilia sentiamo sempre tante cose orrende, e purtroppo oggi il suo raggio si è allargato a dismisura. Ma è bene ricordare anche le “buone notizie”: infatti si scioglie in Olanda il partito di Amore del prossimo, libertà e diversità (Pnvd), meglio noto come partito pro-pedofili.
“Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi”: così Ad van den Berg, 62 anni, fondatore del partito, giustificava nel 2006 l’obiettivo di rendere libera la pornografia infantile e di non punire i rapporti sessuali fra adulti e bambini di 12 anni. Lo scioglimento, d’altro canto, è dovuto ad una mancanza di voti, poichè anche la Corte Costituzionale dell’Aja , in seguito ad un esposto di alcune associazioni contro questo partito, aveva dichiarato che per legge non si potesse considerare “incostituzionale” un gruppo politico in base al suo programma.
A sentire certe cose, abbiamo proprio bisogno di buone notizie…
Dai giovanissimi una preghiera per Haiti
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Come sapete, nel pomeriggio del 13 Gennaio quattro violentissime scosse di terremoto hanno ridotto Haiti e la sua capitale Port-Au-Prince in un cumulo di macerie. La gente si è riversata per le strade non avendo più un posto dove alloggiare e ora i soccorsi cominciano a muoversi. Migliaia di persone sono morte e tanti ancora sono i dispersi. Le immagini che arrivano ci mostrano un’isola dominata dal caos e dalla disperazione delle persone.
Tra tutto questo dolore e tanto strazio, le parole del Santo Padre ci esortano: “Mi appello alla generosità di tutti affinché non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della Comunità internazionale. (…) Invito tutti ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa (…) implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza.”
Rivolgiamo quindi anche noi un pensiero e una preghiera a coloro che hanno bisogno della nostra vicinanza, anche spirituale. Non facciamoli sentire soli! E chiediamo a Dio, nostro Padre, di donare loro forza e speranza per ricominciare a vivere. Che non smettano di cercare conforto presso Dio, che non li ha abbandonati!
Quando (di Rubens Costa Romanelli)
Quando, nel momento della prova, la tua anima è triste e dubbiosa, invocami:
Io sono colui che ti consola. Continua..
Per costruire la pace… custodire il creato!
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Nel messaggio del primo gennaio, giornata mondiale della pace, il Papa ha ripreso un tema importante: la convivenza pacifica tra gli uomini nasce anche dal rispetto dell’ambiente.
Custodire il Creato significa non solo curare un dono che l’umanità ha ricevuto, ma anche dare la possibilità ad ogni persona di avere risorse sufficienti per vivere con dignità: acqua e cibo non inquinati, terre coltivabili, aria respirabile… Spesso gli interessi economici portano a tralasciare completamente questi aspetti e diventa centrale solo il guadagno. Sembra un paradosso: delle attività che servono a migliorare la vita degli uomini non hanno come riferimento l’uomo e il suo bene, ma il denaro.
L’appello di Benedetto XVI è che torni “l’uomo al centro dello sviluppo”, e che non ci siano popoli “avanzati” che realizzino il progresso sfruttando quelli che ritengono “in via di sviluppo”. Il compito dei primi è proprio di accompagnare la crescita degli ultimi, promuovendo una solidarietà senza cui non può esistere la pace.
Natale in Cina
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Anche in Cina fervono i preparativi per il 25 dicembre: le strade scintillanti delle grandi metropoli sono animate da babbi natale che distribuiscono regali ai bambini stupefatti, da megafoni che diffondono Happy Christmas e migliaia di persone alla ricerca dei doni.
C’è solo un problema: nessuno sa il perchè. Il Natale ha un significato solo per i cristiani, che in Cina sono una piccola minoranza. Per gli alri è un normale giorno lavorativo. Eppure il 2009 sarà ricordato per il record delle spese di Natale e Capodanno all’ occidentale.
I giornali invasi da pubblicità di orologi, gioielli ed alta moda hanno fatto un sondaggio chiedendo: “Cosa festeggiamo a Dicembre?”. Lo sa il 4% della popolazione, in un paese che si sta sempre più adattando agli standard dell’Occidente. Intanto, però, ai pochi cristiani cinesi il governo continua ad impedire di professare liberamente la propria fede. Un triste paradosso, su cui il Papa più volte ha richiamato l’attenzione, invitandoci alla vicinanza ai fratelli orientali attraverso la preghiera.

Ecologica-mente
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Copenhagen da lunedì è diventata il simbolo della salvaguardia dell’ambiente. Nella capitale danese, infatti, si sono riuniti capi di stato, scienziati e rappresentanti di associazioni ambientaliste, per cercare delle soluzioni ai problemi del clima, le cui conseguenze mettono in pericolo la vita di miliardi di persone.
Una delle questioni più discusse è la riduzione delle emissioni di CO2, anidride carbonica, responsabile del buco dell’ozono: per evitare che questo si ingrandisca eccessivamente, bisognerebbe almeno dimezzare le quantità di gas liberate nell’atmosfera.
Facile. Basta che tutti i governi impongano alle industrie e ai cittadini delle leggi che vietino i comportamenti dannosi; no, purtroppo non è così immediato.
Tra integrazione e identità
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Si parla tanto, in queste settimana dell’opportunità o meno della presenza dei crocifissi nelle nostre classi in seguito alla sentenza della Corte Europea di Strasburgo che definisce la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche «una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e «una violazione alla libertà di religione degli alunni».
Se da un lato qualche studente (o docente) potrebbe non riconoscersi in quel simbolo, bisogna anche riconoscere che il Crocifisso è segno di amore, generosità, donazione all’altro…
…tutti valori umani ancora prima che cristiani! Questa discussione porta in sè tanti nodi quale l’integrazione religiosa, le radici cristiane dell’Europa, la tolleranza dell’alterità e il valore dell’identità…
Per una riflessione più approfondita cliccando qui trovate il comunicato della Presidenza Nazionale di AC.
Ma voi cosa ne pensate?! Rinunciare al Crocifisso significa davvero rinnegare le radici cristiane del nostro paese?! Come conciliare la nostra storia di paese credente con l’accoglienza di fedi diverse?!
Commentate gente, commentate…![]()











