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Archivio per la categoria 'Sport'

Estate sportiva

Manca poco alla fine della scuola e all’inizio delle tanto attese vacanze che si apriranno l’11 giugno con l’evento sportivo più seguito al mondo: il campionato mondiale di calcio 2010 che si svolgerà per la prima volta nel continente africano, precisamente in Sud Africa.
Ascoltatevi l’inno


Ma con la finale dell’ 11 luglio non finiscono gli eventi sportivi!
ci saranno infatti anche:

- Campionati europei di atletica leggera 2010 [27 luglio-1 agosto, Barcellona]
- Campionati europei di nuoto 2010 [4-15 agosto, Budapest]
- Campionato mondiale di pallacanestro maschile 2010 [28 agosto-12 settembre, Turchia]
- Campionato mondiale di pallavolo maschile 2010 [24 settembre-10 ottobre, Italia]
- Campionato mondiale di pallavolo femminile 2010 [29 ottobre-14 novembre, Giappone]

…buona estate…sportiva!

Carolina Kostner: principessa sul ghiaccio!

Sempre sorridente, elegante, una vera principessa che volteggia sul ghiaccio Carolina Kostner! Lo scorso 23 Gennaio ha dato conferma della sua bravura a Tallinn, in Estonia, gara in cui si è confermata Campionessa d’Europa! E anche una campionessa di amicizia e solidarietà, infatti la medaglia appena vinta l’ha voluta dedicare ad una giovane amica venuta a mancare a causa della malattia: «Dedico la medaglia a Gloria: non ce l’ha fatta contro il cancro». Ma anche testimonial attiva, insieme a tanti altri campioni dello sport italiano, nella realizzazione dell’iniziativa di beneficienza “Un sogno per il Gaslini”, con il desiderio di restituire il sorriso ai piccoli degenti dell’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, il più grande d’Italia; l’obiettivo del progetto è la ristrutturazione dell’Abbazia di San Gerolamo di Quarto, adiacente all’ospedale e in stato di abbandono, da destinare a strutture non mediche dove trascorrere un ottimale periodo di convalescenza e spazi in cui favorire una serena relazione tra i bambini e i loro genitori.

Bella, brava e anche di animo nobile, ma quest’ultimo periodo non è stato molto facile per lei, che aveva difficoltà a vincere nelle gare, sbagliava i programmi commettendo qualche errore di troppo nelle sue evoluzioni, e bersagliata della critica per la sua decisione di trasferirsi a Los Angeles per pattinare con il maestro americano Franck Carroll! Ma la nostra Carolina non ha mollato, non si è lasciata andare, e ha reagito da grande campionessa quale è, e questo è un grande esempio che ci dà: «E’ proprio quando si tocca il fondo che si deve lottare per tornare a galla, l’ho fatto e questa vittoria è una liberazione».

Grazie Caro, vogliamo reagire anche noi con la tua stessa grinta quando magari qualcosa non va proprio per il verso giusto!

Dov’è che potremo vedere a breve la nostra Carolina? Ma naturalmente alle Olimpiadi Invernali 2010 che cominceranno tra pochissimo! L’appuntamento è quindi dal 12 al 28 Febbraio a Vancouver, in Canada… Tutti sintonizzati a fare il tifo per Casa Italia ovviamente!!!

Razzismo allo stadio. Ancora una volta.

Qualcuno dice che è normale, e che non bisogna per questo farci un dramma. Per qualcun altro, invece, siamo un popolo di irriducibili ignoranti. Qualunque sia la risposta, insomma, il razzismo negli stadi è tornato a far discutere. Ed è soltanto un caso che sia toccato a Balotelli. Più spesso, se va bene, ci si scanna tra un lato e l’altro della penisola.

E, ovviamente, non è mai per un pallone.

Ready? 3, 2, 1… Snow!

Half-pipeIl 18 gennaio avranno inizio a Gangwon in Corea i campionati mondiali di snowboard! Le specialità presenti saranno snowboardcross, in cui quattro atleti gareggiano simultaneamente, half-pipe, con la tipica struttura a forma di “U” (nell’immagine), big air, in cui contano le acrobazie e i trick in salto, slalom parallelo e gigante parallelo. Forte della sua tradizione alpina, anche l’Italia sarà presente ai mondiali con i suoi 17 atleti, ai quali facciamo un grande “in bocca al lupo”! Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale della manifestazione http://www.gangwon2009.or.kr/

Certo, in questi giorni non bisogna andare fino in Corea per trovare la neve! I nostri lettori che abitano al nord forse ne sanno qualcosa…  E voi come ve la cavate con gli sport invernali? Vi limitate a guardarli in TV o scendete in pista? Siete dei campioni o… a tavola e sci preferite pupazzi e palle di neve? PS. Non dimenticate la carota per fare il naso, se no che pupazzo è?!

The NBA is come back

Il 17 giugno scorso i Boston Celtics si aggiudicavano il loro 17esimo titolo NBA, chiudendo la stagione con una vittoria in gara-6 sui Lakers di Los Angeles. Ieri, 29 ottobre, quegli stessi giocatori hanno inaugurato nel nuovo Garden di Boston l’ annata NBA targata 2008/2009,  con una vittoria per 90-85 sui Cleveland Cavaliers della star LeBron James. Un inizio, insomma, che lascia ben sperare per la squadra del Massachusetts dove, comunque, dovranno continuare a guardarsi dai grandi rivali della stagione scorsa. Eh sì, perchè i Lakers di coach Phil Jackson hanno già schiantato i Portland Trail Blazers e poi, nel primo derby stagionale, i cugini dei Clippers, e in entrambi i casi con distacchi abissali. Sarà, dunque, solo uno scontro a due?

Sembrano non pensarla così i Toronto Raptors e i Phoenix Suns, protagoniste entrambe di due importanti vittorie esterne, rispettivamente sui campi dei Philadelphia 76ers e degli Spurs di San Antonio. A proposito della squadra canadese, da segnalare l’esordio di Andrea Bargnani, il mago che di incredibile non ha fatto molto ma almeno ha partecipato per 20′ alla vittoria dei Raptors. Vince anche Danilo Gallinari con i suoi New York Knicks (pur giocando poco più di 3′) mentre l’altro italiano, Marco Belinelli, perde senza metterci la faccia, visto che non ha contribuito nemmeno con un minuto alla sconfitta dei suoi Golden State Warriors.

I presupposti per una grande stagione, insomma, ci sono. Nessuna novità, in fondo, perchè l’NBA è sempre stata questo: spettacolo senza soluzione di continuità.

L’anno delle sorprese?

Lazio prima, Napoli seconda… ti aspettavi questa classifica dopo 5 giornate? Credete che squadre meno accreditate possano competere sino alla fine per grandi traguardi???

Nuovo campionato, vecchi risultati

I responsabili devono pagare. Lo chiedono tutti. Lo sperano soprattutto i tifosi partenopei, stanchi di sentirsi scippati dell’unico motivo d’orgoglio in una città altrimenti sempre più malinconica. Si è visto nei giorni dopo i disordini del 31 agosto, quelli della decisione di vietare tutte le trasferte dei supporters napoletani: non una voce si è alzata per osteggiare il provvedimento, accettato, anzi, quasi con sollievo.

Eppure questo non è bastato al giudice sportivo, che ha ritenuto giusto chiudere le curve del San Paolo per tutte le partite di campionato fino al 20 ottobre. Decisione quantomeno discutibile poichè fatta in nome di quella responsabilità oggettiva che mai è servita a combattere la piaga delle tifoserie impazzite. Perchè, per il modo in cui è strutturata, non può colpire le frange violente del tifo, quelle che meno di tutti sentiranno la mancanza del calcio giocato.

In Inghilterra, manco a dirlo, ci sono riusciti. Hanno sconfitto la proverbiale violenza degli hooligans con un lavoro capillare e determinato.

Non è ora di chiedersi perchè qui da noi non si è nemmeno dato segno di voler cominciare?

Oro in diritti umani

Terminate la fatiche olimpiche, gli atleti ritornano nel mondo reale, fatto del duro allenamento che porta alle medaglie della vita, ma anche di sconfitte, delusioni, crisi.

Ci fa dunque piacere sentire quanto forte sia stato l’impegno da parte degli sportivi, italiani e non, a favore della lotta per i diritti umani in Tibet, attenti, peraltro, a mantenere distinti i due aspetti di sport e politica (cosa che gran parte del mondo politico non è riuscito a fare) ed appellandosi al senso di giustizia ereditato dalla tradizione greca dei giochi olimpici.

 Ci auguriamo, infine, che nell’esercizio di questa giustizia, che è al di sopra degli interessi particolari, soprattutto nella gestione di questioni tali da mettere in gioco vite umane, l’Italia non si accontenti di un nono posto nel medagliere.

L’ottava fatica di Phelps

Guardando Michael Phelps, lo “squalo” di Baltimora che ha raccolto più ori di tutti nella storia delle Olimpiadi, si ha l’impressione di aver tifato per quel ragazzone del Maryland sin dai suoi primi, esagerati spruzzi nella piscina sotto casa. E probabilmente è davvero così, visto che parliamo di uno che a sedici anni – nemmeno il tempo di cominciare – aveva già il suo primo record del mondo e la certezza di essere ormai un predestinato.

Per chi ha avuto a che fare, seppur molto alla lontana, col mondo di acqua e cloro in cui Phelps è divenuto immortale, sa che la sua soddisfazione va oltre il valore intrinseco di quelle otto medaglie d’oro. E’ la consapevolezza di essere diventato, senza mezzi termini, il migliore in assoluto; di averci donato – così come accadde per Maradona, Carl Lewis e Cassius Clay (ricordateci voi quei pochi altri) – la possibilità di contemplare l’armonia del gesto perfetto, la lotta contro l’impossibile e la naturalezza con la quale i fenomeni ci ricordano di cosa è capace un essere umano. A prescindere, ovviamente, dai colori della sua bandiera.

Cronaca di un amore deluso

Abbiamo tifato per lui. Lo abbiamo spinto nelle sue scalate. Abbiamo ricordato, insieme a lui, un vecchio Pirata che nella Grande Bòucle aveva fatto gioire l’Italia intera.

Abbiamo, due giorni fa, sperato si trattasse di un errore. Non solo per lui, ma per noi tutti, per uno sport che tanto ci appassiona. Dobbiamo smettere di credere nel ciclismo?