Monthly Archives: luglio 2015

Draxler, lo Shalke gela la Juve

L’offerta della Juventus per Draxler è troppo bassa. Il tedesco si allontana dalla vecchia signora

Tre giorni fa la Juventus e Draxler avevano raggiunto un accordo di massima per il trasferimento del giocatore tedesco alla corte di Allegri.
La fumata nera è arrivata però oggi e non per un ripensamento del giocatore – che anzi spinge per essere ceduto – ne tanto meno del suo entourage: ad opporsi al trasferimento è lo Shalke 04, squadra che detiene il cartellino di Draxler e che non intende cederlo per 15 milioni, cifra che la Juventus sarebbe disposta a sborsare per il suo nuovo “trequartista”.
draxler
La richiesta di Draxler è di 4 milioni annui, e fin qui i bianconeri sembrano disposti ad esaudirla. ma Tuttavia lo Shalke valuta il suo tesserato più di quanto la juve è disposta ad offrire. Al momento le parti sembrano lontane, con Marotta che dopo aver rinunciato a Goetze non intende cedere.
Il talento di Draxler non si discute, ma può un giocatore così avvezzo agli infortuni (gli ultimi mesi sono stati un calvario), valere i 30 milioni richiesti dallo Shalke?

Il Papa:”liberate Paolo Dall’oglio”

Appello di Papa Francesco durante l’omelia del giorno:”liberate padre Dall’Oglio!”

Del gesuita romano Paolo Dall’Oglio non si hanno più notizie ormai da luglio 2013. Dall’Oglio è stato rapito in Siria da un gruppo di terroristi – sembra – vicini ad A-Qa-Ida. Il frate gesuita, secondo fonti islamiche non confermate, sarebbe stato ucciso e abbandonato in una fossa comune vicino Raqqa. In realtà, altre fonti riportano Dall’Oglio ancora in vita ma nelle mani dei terroristi dell’ISIS.
A non perdere le speranze sulla possibilità di rivedere il gesuita ancora vivo e soprattutto in Italia, c’è Papa Francesco che nell’omelia di oggi ha rivolto un appello ai terroristi affinché liberino l’ostaggio. Dall’Oglio in Siria, da diversi anni, svolgeva opera di carità. Era stato espulso dal governo del paese nel 2012, ma vi era tornato per agire da intermediario nella tratta degli ostaggi italiani.
dall'oglio
Non si hanno invece nuove notizie sui 4 italiani dipendenti della Bonatti Parma, rapiti nella zona di Mellitah la settimana scorsa.

Trovato cadavere nella piscina di Demi Moore

ll corpo di un uomo di 21 anni è stato trovato nella piscina di Demi Moore, lo rivela il quotidiano TMZ

Il cadavere di un giovane di 21 anni è stato trovato sul fondo della piscina nella villa di Demi Moore.
Stando alle prime indiscrezioni lasciate trapelare dal quotidiano di Gossip TMZ, l’identità dell’uomo è Edenilson Steven Valle, un amico del custode che aveva organizzato un parti a casa dell’attrice.

Demi Moore si trovava infatti fuori città con le sue figlie e ha appreso la notizia telefonicamente, reagendo scioccata e incredula.
demi moore
In base ad una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo si trovava insieme ad altri invitati a bordo piscina, quando il gruppo decise di spostarsi in un’altra area della villa. Rimasto indietro per qualche ragione, sarebbe inciampato sul bordo della piscina senza che nessuno si accorgesse della sua assenza fino al momento del ritrovamento.
L’allarme è stato dato all’alba di domenica, quindi nelle ore successive al party.

Nel corpo dell’uomo è stata ritrovata una limitata quantità d’alcool, insufficiente a motivarne l’annegamento. Sembra, almeno per ora, essere escluso il dolo da parte dei presenti.

Rapiti quattro italiani in Libia

Farnesina:”quattro italiani sono stati rapiti in Libia”. Erano tecnici dell’azienda Bonatti di Parma

La Farnesina ha comunicato il rapimento di quattro italiani in Libia, nel villaggio Al-Tawileh, nei pressi di Mellitah. In quella zona si trova il compound di proprietà dell’ENI. I quattro erano tecnici al servizio della compagnia con sede a Parma Bonatti e – stando alle prime indiscrezioni – stavano rientrando dalla Tunisia, dove avevano svolto di manutenzione per un impianto petrolifero.

Da Mellitah, l’area del rapimento, passa il gasdotto Greenstream, il più grande gasdotto sottomarino del Mediterraneo costato 7 miliardi, che sbocca a Gela. Esso fornisce gas ad Italia e Francia in special modo, ma anche a diversi stati europei.

Sulla sorte dei quattro italiani rapiti, Gentiloni non si sbilancia:
“Impossibile fare ipotesi”
libia
Il rapimento potrebbe essere opera delle milizie di Jeish al Qabail’ dell’esercito delle tribù, gruppo filo-islamico della Libia, facente capo al generale Khalifa Haftar.
La compagnia Bonatti, tramite il suo ufficio stampa, ha fatto sapere di aver intavolato le trattative con il ministero degli esteri, ma ha desiderato mantenere il riserbo sull’identità dei quattro italiani rapiti.

La Libia è fra i territori più caldi in questo momento: l’ambasciata italiana a Tripoli non esiste più e il governo ha consigliato a tutti gli italiani di lasciare al più presto il paese.

Resti di ebrei trovati in un laboratorio di Strasburgo

Resti umani di circa 90 ebrei sono stati trovati nascosti a Strasburgo. Risalgono al 1943 e non erano mai stati identificati

La scoperta sconcertante è stata fatta in un ospedale legale di Strasburgo, all’interno del quale, da 70 anni, i corpi non erano mai stati svelati.
Si tratta di scheletri, crani, frammenti di pelle, interiora, appartenuti a 86 ebrei periti nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz e fatti pervenire all’ospedale di Strasburgo, nel 1943, dal dottor August Hirt, il medico nazista noto per i suoi esperimenti sull’iprite.
ebrei
La macabra collezione di Hirt nel suo laboratorio di Strasburgo era stata scoperta dagli alleati nel 1944, ma i corpi rinvenuti oggi erano scampati alle ricerche. Sembra che siano rimasti custoditi da un altro medico, il dottor Camille Simonin, che aveva il compito di indagare sulle nefandezze di Hirt.

In realtà il processo ad August Hirt non ha mai avuto alcuna conseguenza per il suo imputato, suicidatosi nel 1945.

I resti degli ebrei sono stati consegnati alle autorità e potranno, a distanza di 70 anni, avere una regolare sepoltura nel cimitero di Cronenbourg di Strasburgo.

Anniversario Paolo Borsellino: Crocetta assente

Durante le commemorazioni in onore di Paolo Borsellino, presente anche Sergio Mattarella. Rosario Crocetta, al centro dello scandalo intercettazione, rimane a Castel Di Tusa

Giornata intensa oggi a Palermo, dove si è tenuta l’annuale commemorazione della strage di via D’amelio nella quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
A presenziare alla cerimonia una gran folla e molte personalità del mondo politico, fra cui Angelino Alfano e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Proprio quest’ultimo ha abbracciato il figlio di Paolo, Manfredi Borsellino, al termine del suo discorso.
Manfredi, commissario di polizia, dedica importanti parole anche alla sorella, al centro dell’intercettazione pubblicata dal quotidiano L’espresso fra il medico Matteo Tutino e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta.
“Mia sorella Lucia avrebbe voluto una sanità libera. Ecco perché si è dimessa.”
paolo borsellino
Rita Borsellino, sorella del magistrato, aveva caldamente espresso il desiderio di non avere Crocetta durante la cerimonia. Dalla casa di Castel di Tusa dove si trova, il presidente ha tuttavia fatto sapere tramite l’Ansa di essere rimasto sempre vicino a Lucia Borsellino e ha negato ancora una volta l’esistenza della telefonata accusatoria.
Crocetta ha assicurato che non intende dimettersi e che un’eventuale diffida da parte del PD farebbe solamente il gioco dei golpisti.

La procura di Palermo ha intanto continuato a smentire l’esistenza della telefonata. Al contrario, il direttore del quotidiano L’espresso ha ribadito l’assoluta certezza della fonte.
Angelino Alfano, nel suo discorso in via D’amelio, ha richiesto la pubblicazione dell’intercettazione da parte della magistratura, se essa ha mai avuto luogo.

Jules Bianchi non ce l’ha fatta: morto a 9 mesi dall’incidente

Il pilota di Formula 1 Jules Bianchi è deceduto oggi all’ospedale di Nizza a seguito delle lesioni riportate lo scorso 5 ottobre nel GP del Giappone

Jules Bianchi, il pilota di formula 1 francese di origini milanesi, è deceduto all’ospedale di Nizza a distanza di 9 mesi dal tragico incidente che ha visto impattare la Marussia sulla quale correva contro una gru mobile ai bordi del circuito di Suzuka.

La gara, vinta poi da Lewis Hamilton, era stata contraddistinta dal terreno reso bagnato dalla pioggia e da una scarsa visibilità.
Per queste ragioni, la Sauber di Adrian Sutil era uscita fuori pista nel punto in cui, esattamente al giro successivo, avrebbe trovato la morte Jules Bianchi. L’autogru mobile era infatti intervenuta per rimuovere la vettura di Sutil.
L’intervento della Safety Car a seguito del primo fuoripista avrebbe potuto evitare l’impatto del francese e la sua morte, avvenuta oggi all’ospedale di Nizza dopo 9 mesi di coma indotto.
jules bianchi
La notizia della scomparsa di Bianchi è stata data dalla famiglia, sul canale Twitter del pilota. I genitori ringraziano amici e colleghi per essergli stati vicini in questi momenti così duri.
Jules Bianchi, al momento dell’incidente, aveva 25 anni.

Si tratta dell’unico incidente mortale avvenuto in un gran ufficiale premio di Formula 1 dal 1994, anno in cui nella gara di San Marino perse la vita Senna.

Al Baghdadi: stop a video decapitazioni

Secondo il califfo del terrore Abu Bakr Al Baghdadi “I video sono troppo cruenti per i bambini e i musulmani sensibili.”

L’annuncio è apparso sul quotidiano online Al Quds Al Arabi ed è stato rilasciato dal califfo dell’ISIS Abu Bakr Al Baghdadi.
La richiesta, indirizzata ai boia di tutto lo stato islamico, è quella di non mostrare più in video gli attimi della decapitazione.
D’ora in poi quindi, in base al nuovo regolamento, saranno diffuse le immagini che precedono l’esecuzione e che ne fanno seguito.
al baghdadi
Tale accorgimento, spiega Al Baghdadi nella sua nota, si rende necessario nei confronti dei bambini e dei musulmani più “sensibili” che potrebbero risentirsi per tutta la violenza mostrata.
In verità l’annuncio del califfo autoproclamatosi sembra cozzare contro gli ultimi video diffusi dall’ISIS dove i boia sono proprio dei bambini.

Il capo lo premia con un gratta e vinci: lui vince 100.000 sterline

Per premiarlo della sua professionalità sul lavoro, il capo gli regala un gratta e vinci da una sterlina: si tratta di un biglietto vincente da 100.000 sterline

Questa storia viene dallo Yorkshire, Regno Unito, e ha come protagonista un giovane di 22 anni di nome Lewis Gill, impiegato in un’azienda assicurativa inglese.
Gill ha ricevuto come premio per la sua solerzia lavorativa un biglietto gratta e vinci da una sterlina.

Occupava il suo posto da circa tre mesi e il suo manager, Chris Vickers, aveva pensato di incoraggiarlo per il buon lavoro svolto.
Mai e poi mai si sarebbe aspettato che quel gratta e vinci nascondeva un premio da 100.000 sterline.
gratta e vinci
Gill, incredulo, ha dichiarato al Daily Mail di avere ricevuto una ricompensa per le ultime buone azione fatte.
“Quella mattina era di buon umore e avevo voglia di trasmettere la mia positività: ho fatto sedere un paio di persone sull’autobus, ho ceduto il mio posto in coda alla posta, ho aiutato i miei colleghi a scaricare dei pacchi.”

Il Karma sembra aver ricompensato il giovane per le sue buone azioni. Gill ha affermato di voler condividere parte della sua vincita con il suo capo, il quale però ha rifiutato, ritenendo che egli si meriti fino all’ultimo soldo:
“E’ un gran lavoratore, con la testa ben salda sulle spalle. Gli ho anche proposto di prendersi una settimana di ferie per organizzare meglio le sue finanze, ma lui ha continuato a lavorare come se niente fosse accaduto, incluso il giorno stesso della notizia.”

L’agente assicurativo per adesso non ha alcuna intenzione di cambiar vita:
“Mi sono divertito abbastanza negli anni dell’università, adesso voglio dedicarmi al lavoro. Al più grazie alla vincita del gratta e vinci mi concederò un viaggio nella foresta Amazzonica, che è uno dei miei grandi sogni.”

Scafisti le gettano l’insulina: bimba siriana muore in acqua

Gli scafisti le gettano lo zaino con l’insulina in acqua. Bimba diabetica muore durante la traversata dall’Egitto a Siracusa

Un uomo di 48 anni, laureato in economia e di nazionalità siriana, è stato accolto in lacrime nell’ufficio della guardia costiera di Siracusa al termine di una traversata su un’imbarcazione con a bordo 320 africani partita dall’Egitto alla volta dell’Italia.
L’uomo viaggiava con la sua famiglia, moglie e figli, fra cui una bambina di dieci anni morta in viaggio. La piccola soffriva di diabete mellito di tipo I, il cosiddetto diabete insulinodipendente; chi ne è affetto necessita di giornaliere somministrazioni di insulina. La famiglia conservava le fiale vitali in uno zainetto, che però i tre scafisti hanno gettato in mare per mancanza di spazio prima dell’inizio del viaggio.
insulina
Dopo un paio di giorni la bimba è inevitabilmente entrata in coma chetoacidosico, una condizione fatale che accompagna le crisi dei diabetici privati dell’insulina.
La piccola è a bordo ed il suo corpo è stato abbandonato in mare aperto. Il padre ha contattato l’imam telefonicamente per offrirle una benedizione.

I tre scafisti sono ora in stato di fermo.